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Rientro a scuola: come affrontare un nuovo anno senza traumi

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Il rientro a scuola può costituire un trauma più per le mamme che per i bambini che dovranno affrontare un nuovo percorso equivalente ad una svolta nelle abitudini di vita. A breve la campanella suonerà e molti figli dovranno lasciare casa e giochi per confrontarsi con il rientro in classe. Ecco come possiamo aiutare i piccoli in questa delicata fase, badando alle loro emozioni.

 

 

S.O.S campanella, come gestire il rientro a scuola

 

 

C’è chi deve fare i conti con il primo giorno in assoluto di scuola o chi si appresta ad intraprendere il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla secondaria. Ne consegue l’ansia del non sapere a cosa si vada incontro o lo stress da attesa di intraprendere una nuova esperienza che allontanerà il piccolo da casa e lo priverà del tempo libero di cui ha goduto durante le vacanze.

Le reazioni di ogni bambino/a nell’affrontare  il rientro in classe sono legate al proprio modo di essere. All’arrivo del primo giorno di scuola i genitori devono fare i conti con la prova del distacco, evitando di cadere nel melodramma o nell’egocentrismo. Ogni mamma dovrebbe capire che allentare la presa emotiva rappresenta la soluzione per accompagnare il figlio nell’affrontare il momento dell’ingresso a scuola. Per questo occorre che il genitore decentri l’attenzione dai propri sentimenti o da questioni quali il look scolastico, concentrandosi sul suo vero ruolo di spettatore e facilitatore del figlio.

La scuola è scoperta di compagni, nozioni e responsabilità. Ai bambini bisogna dunque spiegare che essa è uno strumento per imparare, crescere e stare nel mondo. Occorre insegnare ai futuri alunni il gusto delle cose nuove, da affrontare da soli e non per forza con il consenso o con la manina di mamma e papà. E’ importante aiutare i figli a a raggiungere una dose di autonomia: lavarsi e vestirsi da soli, allacciarsi le scarpe, mettersi il giubbotto, preparare la cartella e la merenda, tenere in ordine i libri e i quaderni. Sarebbe opportuno soprattutto inculcare ai bambini buone regole di comportamento sociale, insegnando loro il rispetto per la maestra e i compagni.

Da non trascurare inoltre la formazione del famoso triangolo bambino-genitore-insegnante: serve a ricordare che i figli non hanno sempre ragione e spesso i docenti li conoscono meglio di quanto si possa pensare. Un genitore deve infatti predisporsi, fin dal primo giorno di scuola, all’ascolto di maestra e figlio contemporaneamente, cercando di fare da ponte comunicativo tra le due figure, al fine di costruire una serenità scolastica. Genitori e insegnanti devono diventare complici nel far capire all’alunno cosa è la scuola e come la si affronta.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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