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Ritorno a scuola: i bambini e l’ansia da separazione

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Il bambino instaura un profondo legame con le figure di riferimento (generalmente, i genitori) che prende il nome di “attaccamento”. Questa fase è molto importante perché getta le basi per tutta la sua vita futura, le sicurezze, la personalità e la capacità di gestire le emozioni. Se il bambino si sente rassicurato e protetto, oltre che compreso, allora sarà capace di aprirsi al mondo esterno, esplorare l’ambiente ed instaurare relazioni sociali serene. Se, invece, non riceve rassicurazioni dalla madre, allora si instaurerà in lui un circolo di ansia e insicurezza che può protrarsi anche negli anni successivi, soprattutto in relazione ad eventi importanti di distacco come l’ingresso a scuola.

L’ansia da separazione è una condizione di malessere che il soggetto vive nel momento del distacco dall’oggetto d’amore (persona o, a volte, situazione). L’età di insorgenza dei primi sintomi è la prima infanzia, ma essa può manifestarsi in tutte le fasi della vita, compresa l’adolescenza e l’età adulta.
Nel periodo delle festività i bambini trascorrono diversi giorni in un ambiente ovattato, la propria casa, con le persone che conoscono e si sentono sicuri stando in un luogo di cui conoscono ogni angolo. Se questo periodo di sicurezza è favorevole per tutti i bambini sicuramente, può avere però un risvolto negativo per quei bambini che vivono maggiormente il distacco nel momento del rientro a scuola. Tali bambini infatti, avendo una maggiore difficoltà a separarsi dai genitori e dall’ambiente domestico, allo scadere delle vacanze natalizie, iniziano a vivere un senso di malessere e ansia, che nella maggior parte dei casi si manifesta in disturbi del sonno, inappetenza, nervosismo.

Cosa possono fare i genitori (o altre figure di riferimento, ad esempio i fratelli):

 

il lavoro da fare è sulla personalità in generale e non solo sulla causa apparente del distacco dalla persona amata. La persona che soffre di ansia da separazione presenta di solito problemi di autostima, scarsa fiducia in se stessa e nelle proprie capacità e ha difficoltà a gestire le proprie emozioni. L’ansia è legata ad un malessere interno più profondo collegato ad angosce di morte e abbandono irrimediabile. Tuttavia, per aiutare il bambino nelle fasi di rientro a scuola, chi si occupa di lui può mettere in atto alcuni comportamenti che lo aiutano ad affrontare meglio sia il distacco dall’ambiente domestico che il rientro.
– Verbalizzare il proprio vissuto: è necessario parlare con il bambino, anticipare il suo malessere e spiegargli i motivi del suo vissuto.
– Non minimizzare il malessere della persona, o accusarla per questo. E’ importante farle sentire il proprio affetto e la propria presenza.
– Parlare del rientro a scuola già da una settimana prima circa, in modo tale che il bambino possa iniziare a familiarizzare con l’argomento e pensare anche agli aspetti positivi del trascorrere del tempo fuori casa insieme ai propri coetanei.

Danila Di Dio Psicologa clinica e psicodiagnosta dell’età evolutiva. Empatica, curiosa ed ottimista di natura, crede che i viaggi e i dialoghi con i bambini siano le esperienze che possano arricchire di più un uomo. Considera la psicologia come il suo hobby e crede fermamente nel valore della prevenzione e della promozione del benessere psicologico.

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