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Rivoluzione in Apple: nell’azienda di Cupertino si eliminano le disparità tra donne e uomini

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Apple apre la strada all’inclusione lavorativa tra donne e uomini. Nella Silicon Valley arriva la rivoluzione nel mondo del lavoro e la Casa di Cupertino in questo fa apri pista. Parole d’ordine di questa rivoluzione sono l’equità sul posto di lavoro e l’eliminazione di tutti i divari esistenti, in termini di retribuzioni e assunzioni, non soltanto tra donne e uomini ma anche tra dipendenti appartenenti ad etnie diverse. La Casa della Mela lo fa sapere attraverso “Inclusion ad Diversity”, l’annuale report pubblicato sul proprio sito web; secondo i dati riportati in tempi di compensi, quindi retribuzioni e bonus, si evidenzia una riduzione del gap esistente negli anni precedenti tra le diverse tipologie di dipendete, cioè donne e appartenenti a minoranze (afroamericani, ispanici, nativi americani ndr). Per loro nessuna più differenziazione e cominciano a guadagnare quanto gli uomini bianchi. Riduzione del gap non solo in termini di retribuzione ma anche di riequilibrio della forza lavoro; sempre secondo quanto riportato nel rapporto, l’azienda di Cupertino nel 2016 ha aumentato la percentuale di donne assunte arrivando al 37% rispetto al 31% del 2014 e quello delle minoranze è passato dal 21% di due anni fa al 27% di oggi. A conti fatti sia le minoranze quanto le donne hanno registrato un aumento in termini di assunzioni del 6% rispetto al 2014, mentre sul totale della forza lavoro le dipendenti sono pari al 32%, mentre i lavoratori non bianchi sono pari al 22% del personale complessivo del 2016.

 

 

Una strada ancora in salita

 

 

Non solo oro e buone notizie per la casa madre dell’iPhone. Buoni propositi a parte, in termini assoluti esistono ancora delle disparità tra uomo e donna e tra lavoratori bianchi e appartenenti a minoranze. Divari che fino ad ora sono stati colmati solo parzialmente e che riguardano in particolare i livelli più elevati della forza lavoro di Apple; per quanto riguarda la forza lavoro totale, infatti, la quota femminile è ancora ferma a un terzo e 4 dipendenti su 5 sono bianchi e se si guarda ai settori tecnologici il divario aumenta ulteriormente con la quota maschile che sale al 77%. Un primo passo in avanti comunque importante, anche se quanto fatto da Cupertino era già stato portato avanti da altre importanti aziende come Facebook, Amazon e Paypal. Tuttavia quanto fatto in questo anno dall’azienda guidata da Tim Cook ha una maggiore risonanza soprattutto per il ruolo che Apple ricopre nella Silicon Valley e per il forte ascendente che ha sul pubblico, soprattutto quello giovanile.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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