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Salone del Libro, a Torino il racconto sull’Iran delle donne

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L’Iran al femminile è andata al voto e i candidati alle presidenziali  hanno cercato in tutti i modi di accattivarsi questa fetta di elettorato. A raccontarlo è Leila Karami, arrivata in Italia in occasione del Salone del Libro di Torino. Giovedì scorso, la studiosa ha presentato il volume Anche questa è Teheran, credetemi! (Schena Editore). Insieme all’antropologa italo-iraniana Sarah Hejazi, ha analizzato la situazione femminile a Teheran in vista delle elezioni, che si sono tenute ieri nel paese. 

 

 

Donne e voto in Iran, a Torino fatti e misfatti nel libro di Leila Karami

 

 

Le iraniane venerdì si sono recate alle urne. Nelle loro mani, il futuro della politica del loro Paese che vede confrontarsi due sciiti: il presidente in carica Hassan Rohani (68 anni, moderato) ed Ebrahim Raisi (56 anni, nominato a capo della potente fondazione di Mashhad).

Leila Karami, al Salone del Libro, descrive l’incidenza del parere e l’influenza del gentil sesso iraniano. Le donne, protagoniste di una società più libera, restano però fortemente controllate dall’esercito che ha costretto numerose organizzazioni femminili alla fuga. Le poche associazioni rosa che agiscono oggi allo scoperto in Iran, restano quelle del riformismo religioso, sostenitrici di Rohani.

L’era del cambiamento annunciata nel libro ‘Anche questa è Theran, credetemi!’, mostra i paradossi di una civiltà che sotto la presidenza di Ahmadinejad ha cercato di limitare le libertà delle donne. La proposta legge che costringeva il popolo rosa al di sotto dei quarant’anni a necessitare della firma di un parente di sesso maschile (il cosiddetto guardiano) per ottenere il rilascio del passaporto, non è passata e le iraniane hanno potuto conservare la propria autonomia.

Nel libro si mettono a confronto classi sociali, generazioni di donne e mondo maschile e femminile, analizzati tra modernità e tradizione. Una serie di racconti offre uno spaccato contemporaneo sulla nuova consapevolezza delle donne, accendendo i riflettori del mondo su una letteratura al femminile che spalanca le porte all’altra parte all’altra parte del Globo.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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