Home Attualità Se Babbo Natale fosse donna? Le risposte dei bambini, zeppe di stereotipi
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Se Babbo Natale fosse donna? Le risposte dei bambini, zeppe di stereotipi

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Provate a chiedere ai vostri bambini che accadrebbe se Babbo Natale fosse donna. Con un po’ di stupore, forse, potreste sentirvi rispondere che non sarebbe in grado di svolgere il suo lavoro perché dovrebbe volare di notte da un punto all’altro del mondo, non avrebbe la forza per sollevare un sacco pieno di regali, si perderebbe, avrebbe bambini a casa a cui badare o che distruggerebbero i pacchetti ancor prima che siano consegnati. Nella migliore delle ipotesi i vostri bambini potrebbero suggerire a “Mamma Natale” un lungo apprendistato dal suo corrispondente uomo o una seduta intensiva in palestra. O riconoscere che, comunque, quello che saprebbe fare meglio sarebbe cucinare deliziosi pasti ai suoi elfi.

È l’esperimento che ha fatto Anomaly, un’agenzia di comunicazione inglese, che ha chiesto a un gruppo di bimbi se una donna sarebbe in grado di svolgere il mestiere di Babbo Natale. Quello che forse i creativi di Anomaly non si aspettavano è la forza con cui certi pregiudizi di genere riescono a essere radicati anche tra i più piccoli –e poco cambia, in questo senso, che si tratti maschi o femmine: al contrario di quanto si potrebbe immaginare, infatti, in barba a qualsiasi spirito di autodeterminazione, le più restie all’idea di una “Mamma Natale” erano proprio le bambine.

 

Babbo Natale femmina ed altri esperimenti sui pregiudizi di genere

 

Come spiega Stuart Smith, uno dei soci dell’agenzia, infatti,  l’idea di chiedere ai bambini se il mestiere di Babbo Natale potesse essere svolto da una donna, è nata per gioco: “Abbiamo fatto un test chiedendo ai miei figli e le risposte sono state spiacevolmente sorprendenti. Eravamo partiti da uno scherzo, ma è emersa una questione seria: chi e che cosa plasma la percezione dei generi dei nostri figli?”.

L’agenzia, del resto, non è nuova a questo tipo di iniziative. Solo qualche mese fa aveva firmato per Elle UK la campagna #MoreWomen mirata a promuovere un’idea nuova di femminismo, lontana dallo stereotipo di una donna di successo individualista e aggressiva e basata sul gioco di squadra e sulla solidarietà in rosa. Virali erano diventate allora le immagini in cui, con un gioco di Photoshop, erano stati cancellati tutti i protagonisti di sesso maschile presenti nelle occasioni ufficiali. L’obiettivo? Allora come ora, era dimostrare che ci sono ancora troppe poche donne al vertice e protagoniste della vita politica, culturale, sportiva –e persino nell’immaginario fantastico- di un Paese. Per questo –sottolinea Alex Holder, altro socio di Anomaly- è necessario “riflettere sulla carenza di figure di riferimento e modelli femminili forti: quale miglior punto di inizio se non il Capo del Natale?”

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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