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Se maternità fa rima con crescita professionale, grazie a una start up

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Immaginate di trasformare la maternità in un periodo di formazione e crescita professionale, con in più il  beneplacito della vostra azienda. Quasi impossibile, direte, in un mercato del lavoro in cui mancano garanzie e le future mamme rischiano di essere tagliate fuori. Quasi, appunto. La piattaforma Maam U promette, infatti, di essere una piccola rivoluzione per le donne che cercano di conciliare maternità e carriera.

Acronimo, alla lettera, di Maternity as a Master è un prodotto digitale che le aziende possono mettere a disposizione delle dipendenti per l’intero periodo del congedo di maternità. Al datore di lavoro basta acquistare una licenza e i diversi pacchetti  formativi (ognuno può trovare la formula più specifica e vantaggiosa anche a seconda del numero di accessi, ndr). E, dall’altro lato, le lavoratrici in ‘pausa bebè’ potranno approfittare di programmi di alta formazione on line, articolati in capitoli e che le accompagneranno dai due mesi che precedono il parto ai primi due di rientro al lavoro.

 

La maternità? Il modo più naturale di imparare il problem solving e la gestione dei cambiamenti

 

La sfida di Maam U e dei suoi creatori (ARG, una start up che opera nel campo dei prodotti per la crescita e valorizzazione del capitale umano, ndr) è, insomma, rendere la maternità una parentesi competitiva nelle vita anche professionale della donna, in barba a chi ancora prova a ‘medicalizzarla’ e renderla svantaggiosa.  “La maternità, infatti, permette di acquisire naturalmente le cosiddette soft skill, dal change management al problem solving, per rafforzare le quali mediamente le aziende spendono un miliardo di euro all’anno in formazione” – spiega a Il Sole 24 Ore Riccarda Zezza, fondatrice insieme a Andrea Vitullo e Giacomo Neri della start up da cui è nata Maam U.

Tra le prime aziende a investire nella formazione per dipendenti in maternità tramite l’innovativa piattaforma? Poste Italiane, a cui presto si sono aggiunti, tra gli altri, il Gruppo Unicredit e la UBS. Ma da Maam U pensano in grande: “cercheremo investitori per andare all’estero e per  diversificare i nostri prodotti”- continua, infatti, Zezza pensando al futuro della piattaforma mum friendly.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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