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Se un club del libro ti aiuta a vivere più a lungo (e meglio)

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Lo scorso anno Mark Zuckerberg aveva provato a fondarne una versione 2.0 e più a prova di “nativi digitali”: una pagina Facebook (“A year of books”) da cui consigliare ai follower la lettura del mese. Eppure è nel loro fascino retrò e del tutto “analogico” che i book club continuano a conquistare i più “libridinosi” e gli amanti di narrativa, prosa e poesia, specie se condivise. Tutt’al più ora che, grazie a uno studio, i club del libro hanno conquistato l’aurea di elisir di lunga vita. Pubblicata su “BMJ Open”, una rivista medica britannica, infatti, la ricerca annovera i book club tra quelle occasioni sociali che aiutano i neo-pensionati a mantenere alta la qualità della loro vita e, quindi, a vivere più a lungo. Il succo dell’intero studio è che le persone appena entrate in pensione godono di una vita migliore se riescono a mantenere contatti sociali costanti, come quelli appunto che si possono istituire tra gli appassionati di un certo genere narrativo o i fan sfegatati di un autore o di una saga che per niente al mondo perderebbero l’occasione di commentare insieme la nuovo uscita.

Diminuisce il rischio di morire e migliora la qualità della vita: parola di esperti

I benefici dell’essere inseriti in un gruppo – il discorso vale comunque anche per squadre, club sportivi, associazioni culturali e simili- sono concreti. Stando allo studio, infatti, i pensionati che già prima di smettere di lavorare erano membri di almeno due gruppi hanno un rischio di morire entro i 6 anni dalla pensione del solo 2%, percentuale che cresce al 5% quando e se smettono di frequentarne uno e al 12% se, invece, finiscono per ritirarsi da entrambi. Ma c’è di più: secondo quanto dichiarato dal campione, la qualità percepita della vita si sarebbe notevolmente abbassata ogni volta che hanno smesso di frequentare uno dei club (sportivi, culturali, religiosi, di svago) in cui erano soliti riunirsi.  Più che gli effetti specifici della lettura, già di per sé di grande aiuto per chiunque si ritrovi ad affrontare un periodo di forte cambiamento, insomma, sarebbero le relazioni e i rapporti interpersonali che si formano all’interno di un bookclub il toccasana per chi si trova a provarsi con cambiamenti radicali come il passaggio dall’età lavorativa alla pensione. Confrontarsi sulle pagine del proprio romanzo preferito, leggere insieme alcuni passaggi dell’opera, commentarla o ipotizzare il finale, insomma per i neo-pensionati potrebbe avere benefici paragonabili a quelli dell’esercizio fisico, dicono gli esperti.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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