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Seconde possibilità: gli psicologi dicono Sì

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A nessuno si nega una seconda possibilità, o così si dice, almeno. Difficilmente esiste al mondo qualcuno che non si è trovato a chiedere o a sentirsi chiedere una seconda possibilità, una seconda occasione. Per aver modo di rimediare o semplicemente per dimostrare di saper fare di meglio.
In ambito lavorativo le seconde possibilità rappresentano una sorta di riscatto. Ma quando si tratta di sentimenti vale lo stesso principio?
Secondo alcuni psicologi le seconde occasioni sarebbero il risultato di un insieme di fattori, di caratteristiche peculiari dell’individuo in questione. Innanzitutto, specie nelle donne, gioca un ruolo decisivo l’incapacità di accettare il fallimento.
Quando si tratta di relazioni, in particolar modo, le donne hanno serie difficoltà a non vivere la fine senza colpevolizzarsi e quindi senza lasciarsi pervadere dalla sensazione di aver potuto fare di meglio. Molto spesso in questi casi la seconda possibilità diviene più una rivincita per se stessi che per il legame, la storia in sé. Non meno importante è la predisposizione del tutto soggettiva a fare un nuovo tentativo: ogni persona ha una scala di valori personali sulla quale si basa per fare le proprie scelte. Perché, di fatto, è proprio di questo che si tratta: fare una scelta. Scegliere se si è disposti a rischiare nuovamente. Scegliere con la consapevolezza che dietro ad ogni scelta si cela sempre una perdita: si perde ciò che non si sceglie.

 

QUALI SONO LE TAPPE DA PERCORRERE?

 

Non è mai facile decidere se si è effettivamente disposti a tornare sui propri passi. L’ombra degli errori commessi, la paura di non riuscire a fidarsi sembrano elementi che compromettono in modo irrimediabile un rapporto. Eppure, secondo gli psicologi, non è impossibile.
Bisogna focalizzarsi su alcuni elementi: innanzitutto, non credere assolutamente al trito “il lupo perde il pelo ma non il vizio“.
Probabilmente è vero che non siamo in grado di cambiare il partner e le persone che abbiamo di fronte, ma il fatto che questo cambiamento non scaturisca per mano nostra non significa che non possa avvenire, anzi. L’età, le esperienze, le circostanze ma soprattutto gli sbagli cambiano le persone. Ecco perché è necessario mostrarsi comprensivi: senza comprensione non si arriverà mai a perdonare davvero.
Se non si comprende né si accetta che si può sbagliare e che si può lasciare all’altro il tempo per riconoscere ed analizzare il proprio errore, non si può tentare di ricominciare qualcosa, non senza trasformare una seconda occasione in un’arma di ripicca.
Le relazioni vere, del resto, sono quelle in cui si sbaglia di continuo ma si esce da situazioni così difficili più forti di prima, perché lo si fa insieme. Soltanto attraverso gli errori si può crescere e se non ci si dà la possibilità di riparare  allora non si può sperare di costruire qualcosa di davvero duraturo e che resista nel tempo.

Giulia Mirimich Amante della letteratura, aspirante giornalista con una passione smisurata per Parigi, i gatti e la pasticceria.

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