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“Senza mani”: quando scrivere fa innamorare

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Senza mani, di Titti Boffo, La Tartaruga edizioni

L’esordio nel 1995 di Titti Boffo, allora studentessa di legge a Milano, è con questo piccolo e delizioso romanzo, per La Tartaruga edizioni.
La storia è di uno scambio epistolare tra una ragazza italiana e il padre di un amico inglese.
Il carteggio comincia per necessità e per gioco, trasformandosi, nel tempo, in un piacevole e pericoloso approfondimento di conoscenza reciproca.
L’innamoramento per lettera avviene attraverso la condivisione di poesie e romanzi, che svela affinità elettive e comuni sensibilità d’animo.

Innamorarsi scrivendo

Lo strumento della scrittura per la conoscenza e l’innamoramento viene usato molte volte in letteratura. Come se scrivere fosse intriso di sensualità di per sé. Come se non guardarsi e poter solo immaginare il viso, la voce, i movimenti dell’altro fosse una via costellata di mistero e attesa emozionante per l’incontro a cui puntualmente si approda. Almeno nelle intenzioni.
Altri titoli di romanzi con questo tema sono “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman, “Le ho mai raccontato del vento del nord” di Daniel Glattauer, già da me recensito in questa stessa rubrica, per citarne solo due a noi contemporanei.
Il legame intenso che si crea tra i protagonisti e la vita che si svolge attorno hanno soltanto le loro due voci.
Una storia epistolare, o di mail, immette nel cuore intimo delle vicende, è una storia di interni: di un rapporto che si evolve e si trasforma e anche dell’interno di ciascuno dei due; i quali riescono a raccontarsi, a descriversi, ad ascoltarsi, a entrare l’uno dentro l’altra, senza l’ostacolo dell’interruzione, quindi  con la calma del tempo da dedicare alla scelta di argomenti e vocaboli; senza la barriera della fisicità, che può costituire un deterrente oppure un detonatore di passione. E con l’attenzione totale dell’uno verso l’altra a ogni lettura.
Sono questi alcuni dei motivi per cui, come scrive la Boffo, “scrivere a beneficio di un altro è l’unica forma di carezza che duri nel tempo”.

Francesca Laccetti Psicologa - psicoterapeuta, musicoterapista. Lavora con le famiglie e conduce laboratori di crescita personale con forme d'arte. Ha studiato canto, disegna e ama leggere e scrivere. Considera essenziali passione e apertura al cambiamento, per vivere bene.

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