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“Si fa presto a dire famiglia”, il nuovo libro di Melita Cavallo

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C’è Lira, con un padre omosessuale alle prese con un nuovo amore; ci sono Katia e Remo, che hanno una mamma assente e di cui avvertono la mancanza di attenzione; c’è Lucia, picchiata a sangue dal compagno della madre; ci sono zia Flora e zia Rosa, due signore anziane che accudiscono una bambina appena nata…C’è tutto il mondo degli affetti, quelli intesi in senso “ampio”, quelli belli da morire ma anche atrocemente crudeli, nel libro del giudice Melita Cavallo dal titolo “Si fa presto a dire famiglia”. Un’affermazione quanto mai attuale che ci catapulta in un Universo variegato di ‘arcobaleno’, tra coppie di fatto e nuclei monogenitoriali: è la realtà delle storie raccolte in anni di lavoro nelle aule del Tribunale per i Minorenni. Napoli, Roma, Milano: 40 anni spesi al servizio dei più deboli, a riannodare i fili di storie di soprusi e di devianza, con la speranza nel cuore di offrire ai più piccoli lo spiraglio di un riscatto.

 

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Il suo pensiero, mai neppure celato all’interno del volume, è che “sono i legami affettivi che contano”. Lo sottolinea ella stessa nelle ultime interviste rilasciate a commento della “stepchild adoption” (di cui è una delle più accanite sostenitrici), lo ribadiscono i presenti intervenuti alla presentazione del testo al Palazzo delle Arti di Napoli, patrocinato dall’Ordine degli Psicologi della Campania. Tutti colleghi, “allievi” ai quali ha spiegato le basi della professione ma, soprattutto, amici. Come il sindaco Luigi De Magistris che, nel corso del suo intervento, ne plaude le grandi doti di “umiltà ed umanità”. “Ciascuno di noi giudica frettolosamente, anche quando si tratta di ragazzi” – prosegue – “Invece dobbiamo ricordarci di andare più a fondo, dando a tutti la possibilità di cambiare, di riscattarsi: nessuno nasce delinquente”.

L’obiettivo dell’autrice è, ovviamente, non solo quello di far luce sui cambiamenti profondi della famiglia, ma anche di sollecitare scelte efficaci in tutti coloro che hanno un ruolo educativo verso bambini e ragazzi. “In queste ore, i magistrati sono a Roma a protestare contro un fatto gravissimo, la possibile abolizione totale del Tribunale per i Minorenni” – aggiunge Maria Giovanna Castaldo, avvocato e Consigliere Segretario della Camera Minorile di Napoli – “Intanto, dobbiamo sempre partire dal presupposto che esistono famiglie diverse ma famiglia è dove c’è amore. La nostra bussola deve essere rappresentata dalla Costituzione e, soprattutto, dall’eguaglianza”.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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