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Social network e violenza in India: su Snapchat un account per denunciare gli abusi

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Non è la prima volta che i social network sono utilizzati per lanciare campagne contro gli abusi domestici o meglio ancora come helpline in cui si dà la possibilità a chi subisce violenza di chiedere aiuto. Questa volta tocca a Snapchat, il social “fantasma” che permette di condividere con i propri amici foto, video e doodle per pochi secondi. Si chiama Snap Counsellors ed è il nuovo account, attivo da qualche giorno In India, nato con lo scopo di dare voce a quelle storie nascoste, fatte di relazioni violente o di abusi consumati tra le mura domestiche. A creare questo nuovo canale sono stati tre giovani indiani, Rajshekar Patil, Avani Parekh (già ideatore di LoveDoctor, una piattaforma di consulenza per adolescenti, ndr) e Nida che a Mumbai fa lo sceriffo. Ed è proprio ai giovani indiani che questo account si rivolge; l’obiettivo, infatti, è di incoraggiare ragazze e ragazzi a denunciare quei rapporti violenti, che in India sono all’ordine del giorno e, purtroppo, considerati normalità.

 

Snapchat’s Stories visibili solo per 24 ore

 

Fedeli alla logica del social network, attraverso la funzione Snapchat’s Stories gli adolescenti hanno la possibilità di condividere foto e video che saranno visibili solo per 24 ore. “Le vittime hanno paura di parlare o anche solo di scrivere messaggi a qualcuno – spiega Nida – perché i genitori controllano i loro cellulari ed e-mail” e quindi proprio per garantire la privacy e la sicurezza dei ragazzi che è stata scelta questa piattaforma che ha il pregio, in questo caso, di garantire una certa temporaneità limitata dei messaggi. La notizia dell’account è stata accompagnata da un video che, in 1 minuto, racconta i silenzi e le paure di tanti giovani ragazzi indiani.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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