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“Sognare è vivere”: la Portman coraggiosa come la sua Gerusalemme

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Natalie Portman si cimenta nell’ennesimo film coraggioso ed interpreta un ruolo intenso, complesso, carico di piscologia e introspezione. L’ultimo lavoro cinematografico dell’attrice di Hollywood è tratto dal romanzo di formazione “A Tale of Love and Darkness” dell’israeliano Amoz Oz, affascinante nella descrizione di storie tradotte clandestinamente perfino nei paesi arabi.

 

 

Portman, nuovo film in uscita a giugno

 

 

Natalie Portman ritorna al cinema con una pellicola in uscita il 1 giugno. Sognare è Vivere ricostruisce una storia vera accaduta a Gerusalemme tra la fine della guerra e il riconoscimento dello Stato di Israele. I luoghi d’ambientazione del film in chiaroscuro fanno ripercorrere alla Portman le sue origini (l’attrice è nata a Gerusalemme) e si esprime in questo film in ebraico.

Attraverso la voce del giovane narratore della vicenda, Natalie diventa figura di donna coraggiosa, audace, anticonformista e piena di passioni, proprio come la terra che le ha dato i natali e in cui si ambienta il film.

Natalie è Fania, una madre sognatrice di famiglia ebrea fuggita dall’Europa in Palestina per scampare alle persecuzioni. La protagonista vive in uno stato di continua oppressione dovuta alla infelice vita matrimoniale da aggirare cercando di divertire il figlio Amos di dieci anni, raccontandogli storie di avventure. La donna, nonostante l’indipendenza si dà alla solitudine e cade in depressione inducendo il figlio Amos a dirle addio anzi tempo.

Passata dall’altra parte della macchina da presa, la regista Portman racconta in un’intervista del suo film su Gerusalemme: “Trovare soldi e persone che credano in te, recitare in ebraico, scrivere una sceneggiatura che rispetti la realtà  delle cose e combinare il tutto con il nuovo ruolo di madre è stata una sfida, ma me la sono cercata e non voglio certo cominciare a lamentarmi delle difficoltà  che ho incontrato. Sapevo sarebbe andata così ed è per questo che ora ne sono davvero fiera”.

 

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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