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“Sotto un contorto ulivo saraceno”: amori e parole in una Napoli dai mille volti

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Azioni, Parole, Sentimenti. Sono questi i tre, grandi, temi attorno ai quali ruota il volume “Sotto un contorto ulivo saraceno(Iuppiter edizioni, 164 pp., 10 €) di Aurora Cacopardo. Tre nuclei, tre universi che sembrano distanti ed, invece, si fondono con singolare maestria nello snodo delle vicende di personaggi sempre diversi.

A fare da sfondo, una Napoli marina, mediterranea per definizione e per ambizione; ma, anche, una città dai mille risvolti, magnifica espressione del significato più aulico del termine Natura e, viceversa, spesso ‘matrigna’, avida di speranza verso i suoi figli.

 

Aurora Cacopardo: “Mostro la vita e la morte, in ogni loro aspetto”

 

Ventuno racconti: pagine veloci da leggere, piccoli piaceri da assaporare. Pennellate rapide ma efficaci che mettono in luce la società contemporanea, tracciandone uno spaccato spesso ironico, qualche volta noir, in ogni caso imprevedibile.

Allora, ecco mostrarsi lo show della vita, attraverso “attori improvvisati o scaltriti dal mestiere, ecco i comprimari, le comparse e gli spettatori che osservano senza volere, o senza saper capire, il dramma o la commedia dei quali inconsapevolmente sono parte in causa e quelli che dalle azioni, dalle parole o dai sentimenti altrui sono colpiti al cuore”.

Allora, ecco dipanarsi le vicende più disparate: dall’ amore coltivato lentamente e mai consumato che si conclude in un naufragio nei mari del Sud a fiori che muoiono, a destini interscambiabili che premiano chi reagisce, non chi salva. “Ho deciso, pur tra delitti e tristi eventi, di mostrare sempre un sorriso che nasce da una ironia costante, dalla consapevolezza che i fatti della vita e della morte possano assumere risvolti imprevisti ed inediti nei confronti dei quali non si può mostrare che una lucida tolleranza” – svela l’autrice – “Tranne qualche eccezione i racconti, infatti, sono brevi e impongono la concentrazione intorno ad alcuni nuclei tematici, che si misurano direttamente con la psicologia dei vari personaggi. Catturare l’attenzione è l’imperativo categorico di un universo letterario, che intende la vita come racconto, ma anche come rappresentazione di un mistero, che l’uso del dialogo esalta ed evidenzia. Per rappresentarsi bisogna raccontarsi, solo così è possibile dare un senso a ciò che solo apparentemente non ne possiede alcuno”.

In questo cicaleccio perenne, in questi fili che si annodano e si snodano in continuazione, il lettore si lascia avvolgere, trovando se stesso.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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