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“Sta tutto scritto”, ad Acerra amori e scherzi del destino

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L’amore come continua ricerca tra il volere e potere, si incontra-scontra con il destino nella commedia “Sta tutto scritto” portata in scena al Teatro Italia di Acerra il 4 e 5 Marzo 2017. La compagnia teatrale ‘Qui rido io’, descrive il sogno di una “zitella” che arriva ad un passo dal coronare il suo sogno d’amore (reputato dagli amici etero e non, un “miracolo”), fino a scontrarsi col destino di un raggiro personale.

 

‘Sta tutto scritto’, il sogno infranto di un amore raccontato a teatro

 

L’amore nell’era moderna viene descritto con le sue difficoltà nel trovare l’anima gemella quando, superati gli “anta” si viene classificate come “zitelle”. La comicità partenopea scerza su vizi di forma della società odierna e sui preconcetti inerenti il destino che spesso gioca il suo scherzo su questioni di cuore.

Il regista Antonio De Roberto svela aneddoti e retroscena di una commedia degli equivoci tutta da ridere:

 

– Antonio, che taglio di regia ha cercato di dare a questo spettacolo perchè avesse vis comica?

Essendo una commedia in cui l’attualità si confonde con la superstizione e con la commedia dell’arte, ho cercato di dare un certo ritmo ed un taglio abbastanza moderno. Poi, l’utilizzo dei giovani come nuove leve per il teatro è stata l’occasione per me che amo i giovani, di dare più spazio alla loro verve e anche a tutte le problematiche della fascia giovanile di oggi, specialmente di quella dai 30 ai 40 anni.

– Un tema cult del suo spettacolo è quello dell’impossibilità di poter realizzare una vita familiare. Cosa racconta a riguardo?

Oggi tra problemi di lavoro e crisi della famiglia, tutte le donne e gli uomini di questa fascia di età, si ritrovano a voler vivere e coronare un sogno d’amore, ma contemporaneamente sono disillusi, per cui vivono in questa specie di limbo stando sempre lì. Frequentano parenti, locali, nella speranza sempre di incontrare il famoso principe azzurro.

– Si parla nel testo in scena del libro del destino. Quanto conta anche in una dinamica teatrale l’improvvisazione con ciò che è scritto?

Ci si attacca al destino quando la vita non scorre secondo le proprie aspettative, per cui la sfortuna, il destino, il fato, sono degli argomenti che dall’Antica Grecia ad oggi hanno sempre fatto parte della vita, specialmente della cultura napoletana protesa al fatalismo. Di conseguenza, come diceva Edoardo “non è vero, ma ci credo”, è il motto che predomina anche nella commedia che rappresenteremo. In realtà ci si aggrappa nella storia alla speranza che in questo libro ci sia scritto qualcosa di positivo e non per forza di negativo. Ogni attore sul palcoscenico improvviserà nel senso che darà un po’ di sè come qualcosa di unico.

– Con quale occhio ha diretto questo spettacolo?

Ho scelto di fare la regia come spettatore, di conseguenza ho puntato al ritorno emozionale che mi dà la compagnia che sta sul palco.

– La compagnia si chiama ‘Qui rido io’. Quanto è importante ridere oggi a teatro?

Molto. Oggi la gente, vivendo un periodo poco piacevole, se va a teatro vuole avere due ore per non pensare. Vuole rilassarsi, vuole ridere, forse vuole anche un pensiero come retrogusto di un cocktail brillante, però deve principalmente rilassarsi.

– All’interno del testo teatrale c’è un’eco anche familiare. Quanto conta far venire la famiglia a teatro con una piéce di questo tipo?

Lo scopo principale del teatro è di avvicinare i giovani a questa forma d’arte. La famiglia in tal senso è importante perchè è essa che trasferisce sui giovani questa passione. Più famiglie vengono a teatro, più c’è la possibilità che i giovani scoprano anche che esiste una forma d’arte in cui loro possono cimentarsi, ma anche partecipare come spettatori.

– Un motto e un gesto scaramantico della sua compagnia?

Il motto è ‘Se ci divertiamo noi, si diverte anche il pubblico’. Per lo spettacolo, qui lo dico e qui lo nego, un goccettino di buon rhum ci accompagnerà in scena!

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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