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Stadio: dopo Sanremo, a Napoli per presentare “Miss Nostalgia”

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Da Sanremo a Napoli. Gli Stadio, vincitori della 66esima edizione del Fesival della canzone italiana, presentano il loro ultimo lavoro discografico, ‘Miss Nostalgia’, a Napoli.

Nella sala dello Spazio Feltrinelli di via Chiaia, la band appare ben lieta di incontrare il suo pubblico. Negli occhi, il celebre quartetto musicale formato da Gaetano Curreri, Giovanni Pezzoli, Andrea Fornili e Roberto Drovandi, conserva ancora l’incredulità del suo ultimo successo e la voglia di comunicare ai fedelissimi fans la gioia del traguardo da poco raggiunto, definita una sorpresa assoluta.

 

La storia di “Un giorno mi dirai”, loro ultimo successo

 

Gaetano Curreri, leader del gruppo, racconta della trafila della traccia vincitrice di Sanremo, ‘Un giorno mi dirai’, nata come provino e fatta ascoltare già l’anno scorso a Carlo Conti: “Carlo Conti l’aveva notata ed apprezzata questa canzone, ma non avevamo un disco pronto l’anno scorso e stavamo lavorando a questa idea meravigliosa, che era un work in progress. Quando Carlo ci ha richiamato a settembre per il festival, ricordando il testo, è impazzito nel sentirlo, perchè era proprio come se l’aspettava”.

‘Un giorno mi dirai’ , canta con intensità di ritmo, l’assoluto che si cela in un rapporto padre-figlia, fatto di sacrifici, rinunce, passi osservati da lontano, ma anche consigli sull’amore, motore e fonte di gioie e dolore per le donne, riassunto nella frase: “Io ti dirò che un uomo può anche sbagliare e tu lo sai, ma se era vero amore, è stato meglio comunque viverlo. Già so che non mi crederai e piangendo tu mi stringerai”.

Miss Nostalgia rappresenta dunque un lavoro complessivo di due anni del gruppo, summa della storia degli Stadio con Lucio Dalla, Vasco Rossi. A proposito della traccia cantata da Vasco Rossi, ‘Tutti contro tutti’, Curreri rivela: “Quelli delle radio che l’hanno sentita, l’hanno definita un buon pezzo per l’estate, perchè bello da un punto di vista musicale, suonato come gli Stadio sanno fare, talmente rock che quando ho iniziato a cantarla a Bologna con Vasco, perchè volevo che lui mi desse una mano a sistemare il pezzo, cosa che fa spesso, e mi fido molto di lui perchè è l’unica vera rock star italiana, era talmente attratto da questa canzone che è entrato in studio e l’ha cantata”.

Il gruppo italiano esperto di rock, ballad, amante dei The Beatles, mai adagiatosi sul fatto di essere musicisti di un grande artista come Lucio Dalla, dopo 35 anni di carriera e gavetta si è costruito la sua strada, fino ad arrivare alla rivincita di Sanremo. A tal proposito la voce degli Stadio, paragona Napoli a Bologna: “Credo che Napoli e Bologna non solo abbiano coltivato la figura dell’artista, ma anche il movimento nato intorno ad esso. Grazie a questo fermento siamo risusciti a costruire una nostra identità, pur gravitando intorno a Lucio. Napoli è stata ed è un grande movimento culturale che bisogna rinvigorire. Penso che la musica abbia bisogno di queste cose, è un seme che viene piantato e ripiantato e fa crescere tante nuove identità”.

Sorprende il riferimento alla nostalgia di questo ultimo disco sul quale Curreri opera una piccola digressione: “La nostalgia per noi non è malinconia. La nostalgia ce l’ha insegnata Roberto Roversi in una accezione poetica. Oggi abbiamo voglia di far girare le pagine della musica”. Il nesso poetico con la cover interpretata sul palco dell’Ariston, accoglie queste dichiarazione da parte della band, che nonostante il successo, vive la musica con assoluta semplicità: “Noi ci sentiamo una band che quando interpreta anche ‘La sera dei miracoli’, manifesta un suono e ha voglia di fare musica. Anche sul palco di Sanremo abbiamo profuso la stessa energia dei concerti fatti nelle piazze. E’ stato emozionante quella sera. La gente ci chiedeva il bis. Abbiamo capito che il disco partito quasi 2 anni fa con momenti difficili, sia umani che discografici, trasferiti in questo album, sarebbe stato importante, proprio in quel momento.

La band, legata da rapporti di amicizia e dal sentire comune nei confronti della musica e dei The Beatles, ha oltrepassato indenne, unita e compatta, 35 anni di carriera. La vittoria di Sanremo è la giusta corona d’alloro per il gruppo bolognese che ha prestato note e parole a molti artisti della musica italiana, lasciando il segno in questo ambiente: “Stiamo vivendo ancora in un sogno. Noi siamo quelli che arrivavamo a Sanremo sempre ultimi, nonostante la vittoria, conserviamo lo stesso atteggiamento di sempre nei confronti della musica e viviamo questo momento in maniera molto tranquilla, suonando, lavorando. Non vediamo l’ora di iniziare il tour”.

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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