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Stepchild adoption : prima pronuncia del tribunale

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Sul discusso tema delle adozioni da parte di una coppia omogenitoriale, si è pronunciata la Corte di Appello di Torino con la sentenza del 1 giugno 2016, esprimendo parere favorevole all’adozione del minore, figlio della convivente. Il Tribunale dei Minorenni aveva negato alla donna tale possibilità poiché non riconosceva nel caso di specie lo stato di abbandono del minore di cui all’art. 44 lettere D) l. n. 184/1983 e mancava il presupposto dell’unione in matrimonio con la madre del minore sub B) poiché il matrimonio tra persone dello stesso sesso contratto in un paese ove è consentito non produce effetti nell’ordinamento italiano.
La donna aveva dichiarato di convivere dal 1998 con la madre naturale del bambino, di aver contratto matrimonio in Islanda e di aver sottoscritto patto di convivenza nell’aprile 2011, cheil bambino era stato voluto e cresciuto all’interno di un progetto di genitorialità condivisa, fondato anche sull’accordo di convivenza, facendo presente di aver sempre svolto a tutti gli effetti e con l’accordo della compagna, un vero e proprio ruolo di madre nei confronti del bambino. Pertanto chiedeva la pronuncia di adozione ex articolo 44 lettera D), che però il tribunale rigettava.
La Corte d’Appello ha, invece, ritenuto fondato il ricorso presentato dalla donna, non ravvisando alcun ostacolo, giacché non è necessario che il minore versi in stato di abbandono per pronunziare l’adozione; ha ritenuto altresì che il Tribunale non abbia valutato in concreto l’interesse del minore, ex art. 57 l. 184/83 ed argomentando infine circa il diritto alla vita famigliare anche alla luce dell’interpretazione della giurisprudenza della CEDU, secondo la quale l’esistenza di una vita familiare non è subordinata all’accertamento di un determinato status giuridico quanto piuttosto all’effettività dei legami.

 

 

Unioni civili e stepchild adoption

 

Di recente sono state regolamentate le unioni civili tra persone dello stesso sesso. La legge 20 maggio 2016, n. 76, (in G.U. n. 118 del 21 maggio 2016; in vigore dal 5 giugno 2016), riconosce che due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni.

 

Sono dunque equiparate alle coppie etero con una particolarità relativa allo scioglimento che si avrà quando le parti avranno manifestato anche disgiuntamente la volontà di separarsi dinanzi all’ufficiale dello stato civile. In tale caso la domanda di scioglimento dell’unione civile è proposta decorsi tre mesi dalla data della manifestazione di volontà di scioglimento dell’unione.
Sostanziale differenza è l’esclusione della c.d. stepchild adoption ossia la possibilità di adottare il figlio biologico del partner, che per il momento è rimessa ai singoli tribunali i quali valuteranno caso per caso se concederla o meno.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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