0

Storie di bambini migranti: gli autori dell’ Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi uniti per l’integrazione

0
0


A braccia aperte. Storie di bambini migranti (ed. Mondadori) è un’antologia di 12 racconti di guerre, povertà, sofferenza, ma anche di speranza, che hanno per protagonisti anche bambini e famiglie italiane. Al progetto hanno preso parte Manuela Salvi (presidente ICWA, Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi, www.icwa.it), Marco Bevilacqua, Janna Carioli, Vanna Cercenà, Fulvia Degl’Innocenti, Anna Lavatelli, Alberto Melis, Daniela Palumbo, Roberto Piumini, Angela Ragusa, Anna Sarfatti, Marco Tomatis e Loredana Frescura. Il libro verrà presentato il 5 aprile dagli autori alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna 2016, anche se dal 29 marzo sarà già possibile trovarlo in libreria.

 

Alla domanda: “In che modo, con questo libro, vuol dare il suo contributo /opinione in merito alla questione dei bambini migranti?”, gli autori hanno risposto così:

 

Manuela Salvi, presidente ICWA

“Mi interessava sottolineare che i bambini migranti oggi sono anche italiani, e fuggono con le loro famiglie dalla crisi, dalla disoccupazione, a volte persino dalla disperazione di una vita che appare senza futuro. Nel mio racconto ho voluto trasmettere il sentimento contrastante di speranza, frustrazione e nostalgia che caratterizza chi abbandona una nazione perché oggettivamente non ha alternative”.

Fulvia Degl’Innocenti, vicepresidente ICWA

“Le notizie di cronaca che parlano di numeri rimangono materia astratta. Queste nostre narrazioni, ispirate a fatti reali, portano i bambini migranti vicino ai lettori, favorendo in loro la nascita di una sensibilità che li accompagnerà poi durante la loro crescita di uomini e di cittadini”.

Loredana Frescura

“Nel modo che credo sia il canale migliore per me: raccontare una delle loro tante storie, far conoscere e far capire che i bambini hanno tutti gli stessi occhi, lo stesso grande stupore, lo stesso magnifico sorriso. Sta a noi adulti riconoscerlo e proteggerlo”.

Anna Lavatelli

“Il mio contributo vuole ricordare ai giovani lettori che, appena 73 anni fa, le famiglie ebree italiane cercarono disperatamente di passare il confine del nostro Paese per mettersi in salvo dalle persecuzioni fascista e nazista. Ognuno di noi poteva essere al posto di questi esuli poiché nessuno sceglie dove e quando nascere. Spero che cambiando punto di vista i nostri bambini potranno trarne vantaggio come cittadini del futuro”.

Vanna Cercenà

“Credo che uno dei mali del nostro tempo sia la facilità con cui dimentichiamo il passato. Ho voluto raccontare una storia ambientata ai tempi della emigrazione italiana verso gli Stati Uniti con protagonista una bambina italiana, per ricordare ai ragazzi che anche i nostri nonni un secolo fa hanno affrontato gli stessi disagi e la stessa sofferenza che vivono oggi tanti migranti”.

Anna Sarfatti

“Vorrei fare riflettere i bambini su quali estreme difficoltà e quali terribili rischi affrontino uomini e donne che decidono di migrare, coinvolgendo anche i loro bambini, nati o prossimi a nascere. Vorrei che i lettori, oltre a provare pena (condivisione del dolore), provassero grande rispetto per il coraggio dei migranti.  E, attraverso l’immagine finale della filastrocca, vorrei che i lettori si rispecchiassero in una  situazione di gioco, in cui i bambini, qualunque sia la loro provenienza, vivono un rapporto paritario, costruito sul piacere della solidarietà”.

Marco Tomatis

“Sono conscio che, rispetto a una tragedia come quella dei migranti, il libro è meno di una goccia d’acqua nell’oceano. Però penso che proponga delle riflessioni e getti dei semi. Ognuno combatte con le armi che ha: tra le mie poche, per quel che vale, ho la scrittura. Nella mia carriera di insegnante ho sempre cercato, oltre a trasmettere sapere, di esprimere valori positivi di rispetto, educazione e correttezza.  Continuo per la stessa strada oggi come autore”.

Daniela Palumbo

“Uno scrittore ha la possibilità e il dovere di prendere posizione sui temi su cui si interroga la società. La responsabilità è più grande con le nuove generazioni di bambini e ragazzi: bisogna parlare loro di cose concrete. Se racconto che è l’Unione Europea che deve salvare i migranti, li autorizzo girarsi dall’altra parte. Ma se un bambino legge la storia di Hailé (o degli altri bambini raccontati nel libro) e sente che è come lui/lei, che per essere felice ha bisogno di avere i genitori accanto, di mangiare, di avere una casa… Se un solo bambino lettore penserà di voler incontrare Hailé per dirgli di resistere, abbracciarlo perché si sente uguale a lui anche se diverso, o spererà che ritrovi suo padre e sua madre, allora avrò contribuito a non far disperdere la memoria di Hailé, e di tutti i bambini migranti”.

Marco Bevilacqua

Migrare significa abbandonare, rompere una continuità, fuggire. Questo lascia un segno in ogni coscienza, ma specialmente in quelle dei bambini. I bambini che migrano, che rompono una continuità, si portano dietro e dentro un profondo oceano di segreti, a volte dolorosi. Aiutare a portarli a galla e ad affrontarli è il compito più difficile e più importante: una sfida che anche un autore per ragazzi può decidere di accogliere”.

Emanuela Zanardini Studia lettere in università e lavora con i bambini. Ama leggere e viaggiare per il mondo, anche se considera come "casa" sua l'Inghilterra, dove sogna di potersi trasferire in futuro.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *