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‘Storie di giocattoli dal 700 a Barbie’: tutti i segreti della mostra

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E’ un percorso da non perdere, perchè racconta la storia del giocattolo ed educa al rispetto dei bambini. “Storie di giocattoli dal Settecento a Barbie”, in esposizione nelle sale del complesso San Domenico Maggiore, a Napoli, fino al 19 marzo 2017, racconta fatti inediti legati ai giocattoli per bambini.

Giocattoli storici in mostra: chicche e segreti da apprendere in tour

Napoli svela aneddoti e segreti sulla storia dei balocchi. I giocattoli settecenteschi presentano una tavola dipinta con 36 figure, su cui si giocava d’azzardo (progenitrice della roulette e della tombola), e ritraggono bambole borboniche, mentre la classica bambola si presenta nella sua prima versione in sembianze da donna ben abbigliata, per poi essere prodotta con fattezze da bambina.

Singolare il racconto della “Maschietta”, la prima bambola con capelli corti, proibita da Mussolini perchè diffondeva canoni femminili distanti da quelli della donna fascista. La propaganda bellica di quegli anni passava perfino per i giocattoli! Una culla damascata recava ad esempio una svastica decorativa a lato, mentre Pinocchio Balilla diffondeva l’ideologia del regime di quei tempi.

Barbie, la vera e propria invenzione del nostro secolo, è accompagnata nelle teche da Lilli, bambola realizzata in Germania come gadget per uomini adulti, di cui Ruth Handler, inventrice di Barbie, ha copiato il modello con cui ha realizzato la sua bambola. Le prime case di Barbie, negli anni Sessanta erano in realtà valigette in cartone, da aprire per poi giocare con le amiche.

Lo sapevate poi che le marionette traggono il nome dalla Madonna, probabilmente perchè utilizzate originariamente per rappresentazioni sacre e che i burattini prendono il nome dai buratti, setacciatori di farina che usavano come setaccio un pezzo di liuta, stesso materiale utilizzato come guanto dei burattini? Queste ed altre curiosità sono raccontate nella mostra, aperta dal lunedì al giovedì dalle 10.00 alle 19.00 (venerdì e sabato ore 10.00-22.00 e domenica, ore 10.00-19.00) ad un costo di 5 euro per gli adulti e di 3 euro per i bambini.

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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