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Studio Bankitalia rivela: forte gap di ricchezza tra uomini e donne

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Un nuovo studio di Bankitalia rivela una consistente disparità di ricchezza tra uomini e donne. Divario ridotto in età giovanile, cresce invece dopo i 40 anni.

 

 

Il divario cala nel corso del tempo ma resta ancora significativo

 

 

In Italia gli uomini riescono ad accumulare una ricchezza netta superiore al 25% rispetto alle donne. A rivelarlo in un nuovo studio è il centro ricerche di Bankitalia. Un gap che cala ma che resta comunque consistente. La differenza sale se si tiene conto dei soli attivi finanziari, con una percentuale al 35% e si riduce se si considerano gli immobili (15%).

La ricerca, che ha messo insieme i dati dell’indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia, “consente di descrivere divari consistenti tra uomini e donne, maggiori per le attività finanziarie rispetto alle attività reali e in particolare agli immobili“, si legge nel resoconto dello studio. In particolare: il divario uomo-donna è più ridotto nelle età giovanili e crescente nell’età adulta, soprattutto superata la soglia dei 40 anni. Gap che, comunque, appare in diminuzione nel corso del tempo, ma resta “ancora significativo”. Secondo Giovanni D’Alessio, l’autore dello studio, “gli indici di concentrazione della ricchezza netta individuale sono ampiamente maggiori di quelli calcolati sulla ricchezza familiare o sulla ricchezza pro-capite, che ripartisce equamente la ricchezza tra i membri della famiglia. Il trend nei livelli di concentrazione, tuttavia, non si modifica in modo rilevante“.

Quali sono le cause di questo divario? I motivi, si sottolinea nella ricerca, devono essere ancora “ulteriormente esplorati”, in generale però i fattori indicano che il gap sia dovuto soprattutto “alle differenze tra i generi in termini di età, titolo di studio, occupazione e reddito“. Quali policy applicare, quindi, per contrarre le differenze? Secondo le opinioni espresse da D’Alessio a margine della ricerca (che non implicano responsabilità da parte di palazzo Koch, ndr), una “riduzione dei divari in termini di impiego, reddito ed educazione” fra uomini e donne “dovrebbe portare anche a un calo della differenza della ricchezza e forse a una sua eliminazione“.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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