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Successo aziendale: la crescita parte da noi stessi

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E’ quasi impossibile gestire con successo un’azienda se si gestiscono disastrosamente i rapporti e le relazioni personali. E’ anche vero, però, che gran parte delle imprenditrici e degli imprenditori pensano che non sia possibile creare un equilibrio tra la vita professionale e la vita privata.

Sicuramente, è molto difficile conciliare i tempi tra azienda e famiglia, ma è anche vero che trascorrere del tempo di qualità con i propri cari permette di staccare completamente dal lavoro e liberare almeno per qualche ora la mente da tutti i problemi legati alla propria attività.

Generalmente chi ha un’impresa dichiara di non aver tempo libero e, con non pochi sensi di colpa, di poter dedicare poco tempo alla famiglia. Ma in realtà chi si rispecchia in questa situazione non dovrebbe essere definito come imprenditrice o imprenditore, ma piuttosto come “un dipendente o un lavoratore autonomo della propria azienda”. Secondo l’imprenditore e affarista statunitense Robert Kiyosaki, infatti, i  titolare di impresa hanno creato un sistema e hanno persone che lavorano per loro. Ciò è molto diverso da un dipendente il quale ha un lavoro e scambia otto ore del suo lavoro per lo stipendio, ed è differente dall’autonomo che possiede un lavoro e scambia la sua prestazione lavorativa per una tariffa oraria.

Attraverso i suoi Quadranti del Cashflow, Kiyosaki spiega che per chi si trova nel quadrante D (Dipendente) e A (Autonomo) il tempo è denaro, mentre chi si trova nel quadrante T (Titolare di quadranti cashflow kiyosakiimpresa) o I (Investitore) crea attività. Circa il 90% delle persone con un’attività lavorativa, compresi loro malgrado gli imprenditori, si trova nei quadranti D e A.

Chi è titolare di un’impresa e si rispecchia nel quadranti D o A, deve sicuramente rivedere il suo modo di gestire la propria attività, la quale molto probabilmente stenta a crescere o se cresce, lo fa molto al di sotto delle proprie potenzialità.

Se un’imprenditrice o un imprenditore lavora in azienda come un lavoratore autonomo e pensa che il “tempo è denaro”, inevitabilmente avrà poco tempo e di bassa qualità da dedicare a se stesso e alle persone care.

La soluzione è una buona pianificazione e gestione del tempo che preveda innanzitutto uno spazio per la propria crescita personale.

Il successo aziendale parte dallo sviluppo delle nostre potenzialità

Con crescita personale si intende principalmente un percorso di formazione continua che prevede lo sviluppo di tre tipi di intelligenza: l’intelligenza valorizzativa, l’intelligenza emozionale e l’intelligenza spirituale.

Nello specifico, l’intelligenza valorizzativa è quella inerente alla nostra sfera cognitiva, come la ricerca, lo sviluppo delle attuali competenze e delle capacità, e l’individuazione di nuove aree in cui ampliare conoscenze utili sia nel lavoro e sia nei rapporti interpersonali.

L’intelligenza emozionale riguarda invece lo sviluppo dell’empatia e della conoscenza e della percezione delle nostre emozioni e delle persone che ci circondano, fondamentale sia per l’azienda, per i rapporti con il personale e con i clienti, e sia per la gestione delle relazioni con gli affetti. Infatti, come dice Daniel Goleman, psicologo e autore del libro Intelligenza emotiva, “Le persone competenti sul piano emozionale – quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente – si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime che nel cogliere le regole implicite che portano al successo”.

Infine, l’intelligenza spirituale riguarda la nostra sfera più intima, necessaria per raggiungere l’autoconsapevolezza. Non si tratta di credenze religiose, ma piuttosto di credere o di ritornare a credere fermamente in noi stessi. Non è possibile indicare la direzione ai propri collaboratori se non si conosce la propria. Non è possibile definire l’identità di un’impresa, riconoscibile sia internamente che all’esterno, se chi la dirige ha difficoltà a definire la propria. Per sviluppare questo tipo di intelligenza è importante tornare a fare amicizia con il proprio io. Una delle tecniche più efficaci per raggiungere questo scopo è la meditazione. Non è necessario abbracciare una filosofia di vita orientale, basta pianificare anche solo quindici minuti della propria giornata da dedicare a questa attività, che oltre ad abbassare i livelli di stress permette di agire con maggiore lucidità e affrontare gli eventi con maggiore carica.

Lo sviluppo di questi tre tipi di intelligenza migliora noi stessi, la nostra vita, i nostri rapporti personali e ovviamente anche la nostra attività lavorativa. Le aziende sono fatte di persone e valorizzarle a partire da noi stessi è la strada giusta per il successo.

Antonella Zabarino Sociologa e Presidente di Progesia, società di consulenza strategica aziendale. È una sostenitrice attiva delle Pari Opportunità i cui valori cerca di trasmettere ogni giorno a suo figlio Samuele e a sua figlia Vivien. Il mare è la sua fonte d'ispirazione, il reiki la sua filosofia di vita.

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