0

Swaziland: abusi sulle donne e diritti negati

0
0


Donne dello Swaziland e parità di genere negata. A sostegno della popolazione femminile del posto, si sta battendo l’avvocatessa Lomcebo Dlamini, che ha presentato a Ginevra, al Consiglio dell’Onu per i Diritti umani, un report dettagliato sullo Swaziland, appellandosi alla giustizia sociale e alla parità di genere.

 

Swaziland: donne senza diritti

 

Coloro che vogliono cambiare le sorti della società, nello Swaziland, vengono interrogati e arrestati. La 43enne Lomcebo Dlamini, insieme ad alcune organizzazioni non governative, sta premendo per una legge che criminalizzi la violenza sessuale e domestica. Le norme vigenti sull’aggressione non bastano e prevedono pene molto lievi.

Lo Swaziland è una nazione dell’Africa del Sud, ricca di ferro, amianto e diamanti, governata dal sovrano Mswati III, accusato di adottare uno stile di vita sontuoso, a dispetto del 63% della popolazione (circa 1,4 milioni di persone), che vive al di sotto della soglia di povertà. Mswati III, classe1968, è il 66° figlio di Re Sobhuza II. Dall’età di 18 anni governa il suo regno ed ha promulgato una legge che obbliga le donne alla castità fino ai 24 anni, salvo deroghe per matrimonio.

La monarchia assoluta fa del re poligamo un vero e proprio conservatore. Mswati III ha 15 mogli e 24 figli. Il padre Sobhuza II di mogli ne aveva 70, di figli oltre duecento. Mswati III sceglierà il prossimo agosto l’ennesima sposa fra trentamila ragazze (tra gli 8 e i 22 anni) che parteciperanno alla tradizionale cerimonia Umhlanga, o Danza delle Canne. Le ragazze hanno ogni età: partono dai 5 anni ed arrivano ai 22 e balleranno a seno nudo, per poter diventare la prescelta del re, dopo aver consegnato le canne alla Regina Madre.

Contro la cerimonia si batte l’avvocatessa Dlamini, sostenendo che viola i diritti delle donne e delle bambine. Durante la festa prettamente maschilista, infatti, frequenti sono gli abusi sessuali che le ragazze subiscono tra la folla.

In Swaziland le donne hanno un ruolo secondario nella società. Possono avere in possesso solo abiti e oggetti domestici, mentre non sono proprietarie di null’altro: a loro sono negate case, diritti politici e lavorativi. Non potendo coltivare i campi, se vedove e costrette a portare il lutto per cinque anni, non possono produrre cibo per i figli e finiscono in povertà.

In Swaziland inoltre, Hiv e Aids mietono vittime soprattutto tra le donne. Sul 64% dei decessi complessivi stimati dall’OMS, il 56% della popolazione rosa contrae il virus.

 

 

 

 

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *