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Tè kombucha: l’elisir fermentato della “salute immortale”

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Se siete appassionati di bevande orientali, non potete perdervi il must del momento, in voga soprattutto tra gli amanti del cibo fermentato. Proveniente dalla Cina e tradizionalmente considerato un elisir della “salute immortale”, il tè kombucha è un infuso a base di tè verde o nero, arricchito da una speciale coltura di batteri.

Usato già dalla dinastia dei Qin per le sue proprietà curative, il kombucha è ritenuto in grado di creare equilibrio tra lo stomaco e la milza, favorendo così la digestione. Sono proprio gli effetti benefici, del resto, che hanno fatto apprezzare l’infuso anche in Occidente. Il tè kombucha, un po’ come il golden milk a base di curcuma, non è infatti solo un ottimo energy drink: la tradizione millenaria della medicina cinese lo considera un potente farmaco in grado di curare diverse patologie. In particolare, la speciale miscela di tè fatta fermentare con una coltura di batteri sarebbe utilissima per tenere sotto controllo il diabete e la pressione sanguigna e per trattare la gotta, i reumatismi e svariati problemi a carico dell’apparato digerente. Un consumo assiduo di tè kombucha aiuterebbe, inoltre, a prevenire l’obesità, rafforzare i reni, limitare la calvizie, rinforzare i muscoli e migliorare l’artrite e l’acutezza visiva. Anche disturbi del sonno e dolori articolari migliorerebbero a seguito del consumo di tè kombucha. Lo speciale infuso orientale, in più, come tutti i cibi fermentati aiuta l’organismo, l’intestino nello specifico, nella naturale attività probiotica. E alcuni studi lo indicherebbero, persino, come un naturale antitumorale.

 

Effetti collaterali? No, se con la giusta preparazione!

 

Non mancano certo le opinioni negative sul tè kombucha. I detrattori della bevanda sottolineano in particolare i pericoli legati alla speciale preparazione della bevanda: se la fermentazione dei batteri non avviene in maniera corretta, il kombucha può provocare vomito, eruzioni cutanee e ittero. E la stessa conservazione in contenitori di ceramica o vetro, vista l’acidità dell’infuso, potrebbe rendere tossica la bevanda. Particolare attenzione nel consumo del kombucha dovrebbe avere poi chi soffre di deficienze immunitarie: una fermentazione sbagliata potrebbe favorire, infatti, la formazione di batteri e muffe nocivi. In questi casi, meglio rivolgersi al medico.

Più in generale, però, mai strafare: cominciate a bere il tè kombucha un po’ alla volta! Prese le dovute precauzioni, comunque, potrete anche preparalo in casa: vi basterà preparare il tè, meglio se mettendo direttamente in infusione foglie di tè verde o nero, zuccherarlo, lasciarlo raffreddare, aggiungere la coltura (che potrete comodamente acquistare online o nei negozi specializzati) e lasciarlo fermentare dagli 8 ai 12 giorni. Due avvertenze? Meno giorni durerà la fermentazione e più il vostro kombucha risulterà dolce. E, per finire, non buttate il prodotto della fermentazione, potrete riutilizzarlo per preparare altri infusi e bevande fermentate.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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