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Templi di Paestum location per matrimoni: il direttore li apre alle spose

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Coppie vicine al matrimonio ed amanti della cultura? A breve potrete scambiarvi il fatidico ‘sì’ davanti alle maestose colonne del Tempio di Nettuno, festeggiando nella splendida e millenaria location dei templi di Paestum. Le rovine patrimonio dell’Umanità, diverranno meta aperta ai futuri sposi.

 

Templi di Paestum aperti per le nozze

 

La cultura si rilancia partendo dagli eventi e coinvolgendo i cittadini. Il Tempio di Hera sarà aperto per i matrimoni civili. A volerlo è stato il 37enne direttore Gabriel Zuchtriegel, che ha elaborato regolamento e tariffario in corso di approvazione, per la rivalutazione delle rovine di Paestum. Al suggestivo scenario storico si potrà accedere pagando da 200 euro in su per le foto e da 2mila in su per il rito civile. I prezzi varieranno naturalmente a seconda della stagione delle nozze. Gli sposi, di volta in volta, potranno avanzare richieste che opportunamente saranno vagliate.

La singolare decisione fa discutere i siti della cultura statale; fatto sta che i matrimoni celebrati nei luoghi d’arte sono attuali e alla moda in tutta Italia. Firenze col Museo Bardini, Torino con le sale del Palazzo Madama, il museo di Santa Giulia a Brescia, il Museo di Pietrarsa a Napoli o la Galleria degli Stucchi a Jesi, persino l’area archeologica di Fiesole, sono luoghi adibiti a sede per i matrimoni.

I più felici della tendenza in netta crescita, risultano sicuramente i wedding planner e le amministrazioni locali. Mentre a Pompei il soprintendente Massimo Osanna ha vietato i servizi fotografici matrimoniali, Paestum spalanca le sue porte ai futuri sposi, per regalargli un matrimonio unico e da ricordare.

Il presidente del consiglio superiore dei beni culturali, Giuliano Volpe ha dichiarato in merito: “No alla sacralizzazione dei luoghi, tutto ciò che favorisce il matrimonio tra patrimonio d’arte e cittadini è benvenuto, purchè ci sia rigore e rispetto per tutela e fruizione”.

I nuovi direttori dei musei autonomi statali tengono sott’occhio la situazione tanto che anche il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori, si è detto disponibile a seguire l’esempio del collega attivo a Paestum. Zuchtriegel infatti commenta: “In Europa ci sono anche altri musei che lo fanno. Non vogliamo fare concorrenza agli alberghi, ma contribuire alla crescita del territorio. Paestum punta sui tanti stranieri che negli ultimi anni scelgono il Cilento per sposarsi”. Intanto i wedding planner internazionali hanno già approfittato della situazione, mettendosi in lista per prenotare Paestum come location per i loro clienti.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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