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Terrorismo: in Italia sono le donne ad avere più paura

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La paura del terrorismo? Nel nostro paese sono le donne ad avere più paura. Mezzi pubblici, piazze affollate, tendenza ad evitare mete e luoghi considerati ‘sensibili’, soprattutto se ci si sposta con i figli. Dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles la paura del terrorismo è diventato, in Italia, un fenomeno “in rosa” che coinvolge il gentil sesso di età compresa tra 25 e 55 anni. A metterlo in evidenza, proprio alla vigilia delle ferie estive, è il sondaggio online realizzato dall’Eurodap, l’Associazione Europea da Attacchi di Panico. Il discorso è complesso: alcune donne, paralizzate dall’angoscia, hanno “cambiato il loro approccio alla vita di tutti i giorni secondo quanto riferito dal campione, costituito da donne tra i 25 e i 55 anni – afferma Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap – il 70% delle intervistate ha dichiarato che il fenomeno terrorismo è entrato come forte elemento condizionante della propria vita. Influenza il movimento in città, le scelte delle mete turistiche ma anche i programmi giornalieri, fare shopping nei centri commerciali, andare al cinema, andare al ristorante, frequentare luoghi aperti e affollati”.

 

“Quando ci sono di mezzo i figli la paura aumenta”

 

Al questionario hanno preso parte circa 1300 persone, un campione notevole ma comunque esiguo se proporzionato alla popolazione nostrana, che comunque mette in luce aspetti importanti: secondo i dati, infatti, il terrorismo sui giovani tra i 18 e i 25 anni non ha inciso particolarmente sull’organizzazione della proprio vita, dove il livello di paura non è alto ed è relativo al periodo immediatamente successivo ad un attentato. Discorso che cambia completamente quando si parla di donne, soprattutto “Quando ci sono di mezzo i figli – fa sapere Vinciguerra – la paura aumenta e l’evitamento intorno a tutto ciò che riguarda il controllo di eventuali situazioni pericolose è totale“. Infine, per quanto riguarda il campione degli uomini adulti, tra i 25 e i 55 anni, il 60% ha affermato che il terrorismo ha modificato alcune abitudini di vita, in modo particolare per quanto riguarda la scelta dei viaggi. “Per combattere il terrorismo – afferma Vinciguerra – e soprattutto la paura, dobbiamo lavorare su noi stessi, cercando di migliorare il nostro stato emotivo, per vivere non sentendoci più minacciati. Bisogna imparare a interpretare la propria vita, diventando attori che incidono sul percorso degli eventi e non comparse che debbono solo proteggersi rispetto a realtà minacciose nei confronti delle quali non possono nulla. Il libro scritto con Eleonora Iacobelli (‘Terrorismo. Impariamo a vincere la paura’ per Minerva Edizioni) ci aiuta in questo”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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