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Tradimento online? È “prova” solo se è causa della separazione

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La Corte di Cassazione, sez. VI Civile, con sentenza del 14 luglio 2016, n. 14414 ha rigettato il ricorso per addebito della separazione a carico della moglie che, secondo il marito, aveva intrapreso una relazione via internet con un altro uomo, chiedendo la revoca dell’assegno di mantenimento.
La Corte, però, non ha ammesso le prove testimoniali richieste dal ricorrente in quanto ha ritenuto che la dimostrazione della relazione via internet della donna non sarebbe stato comunque un fatto giustificativo dell’addebito della separazione in assenza di una prova sull’efficienza causale di tale fatto rispetto alla crisi dell’unione coniugale. Sulla base delle valutazioni fatte dalla Corte di merito si è, infatti, escluso che il fallimento dell’unione coniugale fosse addebitale ad un comportamento specifico della moglie, ritenendolo invece riferibile a reciproche difficoltà nel rapporto tra i due coniugi risalenti nel tempo e dovute anche ad episodi di violenza posti in essere dal marito e documentati da certificati medici.

 

 

Separazione con addebito

 

 

Con il matrimonio i coniugi assumono i medesimi diritti ma anche i medesimi doveri, secondo quanto stabilito dall’art. 143 c.c. “dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione”. Affinché ci sia l’addebito è necessario dunque che il giudice accerti che la condotta tenuta dal coniuge sia contraria a quanto disciplinato ma soprattutto che la violazione dei doveri abbia efficacia causale nella crisi coniugale.

 

Vale a dire, come già confermato anche dalla giurisprudenza di legittimità che, affinché sia possibile pronunciare l’addebito della separazione a carico di uno dei coniugi, non è sufficiente la mera violazione dei doveri previsti dall’art. 143 c.c., ma occorre verificare se tale violazione sia stata causa della crisi coniugale mentre non rileva che essa sia intervenuta come conseguenza di una situazione di intollerabilità della convivenza già maturata in precedenza.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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