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Tradimento: uomini e donne a confronto

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Le donne si emancipano e cambiano i costumi, anche quelli di coppia! Complice l’era digitale, in fatto di fedeltà/infedeltà coniugale, il gentil sesso non è più tanto puritano.
Recenti indagini condotte da aziende specializzate in piattaforme di incontro digitale, pur garantendo l’assoluto anonimato ai partecipanti, fanno emergere che il popolo degli infedeli è rappresentato ancora per il 67% da uomini, eppure anche le donne sanno il fatto loro!

 

Traditori del nuovo millennio: l’identikit

 

Un’indagine statistica “piccante” condotta su uomini e donne, rivela che in fatto di tradimento, il genere maschile preferisce ancora le bionde, più o meno naturali, e in particolare donne “burrose” e disinibite. A sentenziarlo sono stati manager, informatici, dipendenti pubblici o privati con vari incarichi e un buon conto in banca, a caccia della vamp con cui trasgredire.

Il popolo femminile che invece ha partecipato al sondaggio, composto da over 25enni e da un 64% di laureate, un 27% di diplomate, con reddito nella media, ha rivelato in fatto di infedeltà, di non essere in cerca di trasgressione, ma di un uomo che le faccia sentire desiderate incondizionatamente, rispetto al partner che emotivamente non le appaga.

Le donne infedeli scelgono come “altro partner”, uomini indipendenti tra i 40 e i 55 anni, meglio se scuri di capelli, alti e con una bella forma fisica, a dispetto della precedente tendenza del toy-boy che le vedeva coinvolte e risulta ormai tramontata. Insomma, quando le signore cercano una relazione “senza impegno”, lo fanno con uomini di qualità.

Alcuni ricercatori svizzeri hanno analizzato la psiche maschile e femminile, in tema di tradimento. Studi neuropsicologici ed esami strumentali (RMN, PET), corredati da questionari, hanno confermato che le donne diventano infedeli per esigenze “interiori”, a differenza degli uomini, spinti dal desiderio fisico e da un appagamento visivo dei propri impulsi. Uomini e donne funzionano quindi in modo diverso!

Il tradimento in entrambi i casi funge però da “antidepressivo” e si traduce in scambio proficuo tra persone che hanno bisogno o desiderio di raccontarsi e di vivere una realtà parallela quasi sognante e deresponsabilizzante. La consapevolezza di giocare attraverso il tradimento, risulta un “passe-partout” per la felicità temporanea, anche se a rimetterci sono sempre le relazioni a lungo termine.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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