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Travel jewelry: la sfida made in Italy per chi non rinuncia ai gioielli neanche in viaggio

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Il loro motto è “Principesse tutto il giorno, tutti i giorni”. Per questo da anni ormai Manola Ognissanti e Giuliana Moro creano gioielli preziosi, interamente made in Italy, con materiali esclusivi, ma in una versione da viaggio, cioè facilmente trasportabili e da indossare senza l’ansia che vengano rubati, smarriti, rovinati. “Lavorando già nella gioielleria sentivamo le preoccupazioni delle nostre clienti, in più sempre per lavoro eravamo costrette a viaggiare spesso – ci racconta Manola a proposito della nascita della travel jewelrySapevamo benissimo, così, che ogni donna vuole essere elegante e raffinata in qualsiasi occasione, anche quando viaggia o si sposta. Spesso, però, indossare gioielli importanti comporta ansia, preoccupazioni. Così è nata l’idea di un prodotto che fosse di eccellente qualità e identico nelle lavorazioni al prodotto di gioielleria, che non hanno niente a che vedere con quelle della bigiotteria!

 

Cosa hanno di diverso, quindi, i gioielli da viaggio?

Innanzitutto i materiali. In Moro&Ognissanti usiamo metalli nobili come l’argento 925. I gioielli sono rodiati in platino, bagnati nell’oro giallo, brunito, bianco, giallo o bruniti. Le pietre sono incastonate a mano, quindi le griffe sono vere e non c’è niente di incollato. Ovviamente non c’è nichel, che è il minimo in gioielleria. E la mia socia che è gemmologa sceglie personalmente le pietre sintetiche, oltre a occuparsi di creatività e produzione.

A che tipo di donna sono rivolti?

La nostra cliente tipo è una 30-50enne che comprenda la moda ma non ne sia schiava. Una donna  indipendente, che viaggia. Una donna raffinata, che ami osare ma non ostentare. Tornando al nostro claim, vogliamo che chi indossi i nostri gioielli riesca a sentirsi una principessa nel senso più bello del termine: cioè sentirsi bella, elegante e allo stesso tempo uscire con naturalezza, senza paura.

Il gioiello da viaggio, quindi, sostituisce i gioielli tradizionali?

Assolutamente no, non siamo la sostituzione al gioiello naturale. Siamo piuttosto un completamento: i nostri gioielli si possono, si devono mescolare a quelli naturali. È  giusto che per un avvenimento importante, per sottolineare l’eccezionalità dell’occasione, l’uomo regali o la donna si auto-regali un gioiello altrettanto importante ed eccezionale. Niente impedisce, però, che accanto al diamante vero ci sia un gioiello prêt-à-porter come il nostro, che del resto non rinuncia all’eccezionalità del lavoro degli artigiani italiani. Che è come dire che anche un target alto, abituato a comprare da Bulgari o Cartier, per fare un esempio, oggi sa che ci sono occasioni in cui certi gioielli è meglio tenerli in cassaforte e indossare altro.

Ci sono clienti d’eccezione che indossano gioielli da viaggio?

Sì, soprattutto il punto vendita romano attira personaggi famosi che si innamorano e acquistano i nostri gioielli da viaggio. Da Sabrina Ferilli ad Ambra Angiolini che li hanno indossati in diverse occasioni pubbliche, passando per Mara Carfagna, Milli Carlucci, Rossella Brescia. Però non si tratta di endorsement, in Moro&Ognissanti non abbiamo ancora testimonial ufficiali, le nostre campagne sono tutte fatte con modelle. Per questo il fatto che gente famosa compri da noi spontaneamente è, forse, ancora più gratificante.

Un consiglio di stile per le nostre lettrici: cosa non deve mancare mai nel portagioie di una donna?

Innanzitutto si dovrebbero indossare sempre pochissimi oggetti per volta, magari anche un solo pezzo ma ben visibile e adatto all’occasione. Per esempio con un abito lungo si dovrebbero scegliere orecchini lunghi, ma senza collana; per uno con le spalle scoperte un bracciale e nient’altro. Come gioiello da portare ogni giorno, invece, meglio scegliere dei punti luce come orecchini: raffinati ed eleganti, illuminano il volto. Per questa stagione, poi, sono di gran moda i tennis: oltre al classico, quelli con pietre colorate e scafi di oro bianco o brunito, meglio se indossati tutti insieme a coprire il braccio con un tocco luminoso e chic, anche se comprati in occasioni diverse.

Tornando al made in Italy, invece, è un punto di forza nella storia di Moro&Ognissanti?

Siamo nati in un periodo in cui tutti tendevano a delocalizzare e invece noi abbiamo creduto alle potenzialità italiane. Oggi tutto è fatto in Italia, da artigiani italiani, proprio come se si trattasse di un prodotto di gioielleria. Persino il nostro nuovo packaging, interamente realizzato in carta riciclata e attento all’ambiente, è tutto made in Italy. Questo fa si che i nostri prodotti abbiano costi leggermente più alti della media, ma anche una qualità visibilmente superiore. Con questa strategia siamo cresciuti, nonostante siamo ancora ‘bimbi’. Oggi, oltre che a Palermo, abbiamo aperto a Roma e a Milano, abbiamo un ufficio in Australia, a Melbourne, dove abbiamo dei distributori e entro un anno e mezzo contiamo di poter coprire l’Italia con i nostri concessionari nelle gioiellerie multimarche.

 

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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