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Trump taglia fondi a ONG pro aborto. Olanda e altri paesi rispondono

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Meno di una settimana fa in migliaia hanno sfilato per le strade di Washington e di tante altre città statunitensi (e internazionali) per gridare al neo presidente Trump che le donne hanno dei diritti che vanno rispettati. Ma la marcia pare abbia avuto ben pochi effetti sul nuovo inquilino della Casa Bianca. Al terzo giorno da presidente, proprio tra i primi ordini esecutivi che ha firmato c’era quello che taglia i fondi alle ONG internazionali che forniscono diversi servizi sanitari alle donne, tra cui anche assistenza all’ aborto. Si tratta di un taglio di 600 milioni di finanziamenti federali.

La cosiddetta Mexico City Policy impedisce alle organizzazioni internazionali non governative, che assistono le donne che decidono di abortire, di ricevere finanziamenti dal governo federale. Con l’adozione di questa normativa, le Ong erano invece autorizzate a ricevere finanziamenti a sostegno di diversi programmi di pianificazione familiare, compresi quelli riguardanti l’accesso ai metodi contraccettivi e alle cure post-aborto.

In realtà si tratta di un provvedimento che negli ultimi 30 anni si alterna da un’amministrazione all’altra. A partire dalla prima introduzione nel 1984 per opera dell’amministrazione Regan, i repubblicani alla presidenza l’hanno sempre introdotta, per poi essere abolita dai presidenti democratici. L’ultimo in ordine di tempo a eliminare il provvedimento è stato Barack Obama nel 2009.

 

 

Olanda e altri Paesi vogliono ora creare un fondo internazionale per queste ONG

 

 

L’Olanda insieme ad un gruppo di altri Paesi sta ora pensando di attivare un fondo internazionale che permetta a queste ONG di continuare ad operare. Ad annunciarlo la stessa ministra dello Sviluppo olandese, Lilienne Ploumen che in una dichiarazione scritta ha fatto sapere: “Vietare l’ aborto non ha ridotto il numero degli aborti. Ha solo condotto a pratiche irresponsabili nei retrobottega e ad un maggior numero di madri morte.” Affermando, inoltre, che questa decisione del governo Trump rischia di minare i progressi fatti sino ad oggi sulla salute delle donne e che l’ iniziativa della Casa Bianca avrà importanti ripercussioni sulle vite di migliaia di donne nei paesi in via di sviluppo.

Siamo in trattative con 15-20 paesi e con alcune fondazioni – ha dichiarato poi al Guardia la Ploumen -. È importante avere il più ampio supporto possibile per il fondo.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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