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Uccise in Ecuador, il filmato diventa virale e il Mondo si ricorda del femminicidio

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E’ diventata virale in Argentina la vicenda di Marina Menegazzo e Maria Jose’ Coni, giovani ragazze argentine di Mendoza, uccise da due uomini qualche giorno fa in Ecuador. L’attenzione sul caso si è accesa grazie alla dichiarazione sui media di una ragazza cilena che con alcuni amici ha raccontato gli ultimi giorni di vita delle due assassinate.

 

Ecuador: riflettori accesi sul femminicidio

 

Belle, giovani e spensierate. Così erano Marina e di Maria Jose‘, che con zaino in spalla e pochi soldi avevano scelto di girare l’America Latina. La loro storia ha acceso i riflettori sui rischi che corrono le donne nel viaggiare sole.

Partite per Montanita, nota località di mare dell’Ecuador, entrambe hanno trovato la morte invece che il divertimento. Alle ragazze su Facebook è stata dedicata una lettera dal titolo “ieri mi hanno ucciso”, in ricordo delle due ‘mendocinas’. Con il testo si denuncia la violenza contro le donne, tanto che in esso si legge: “Sono donna e voglio poter viaggiare da sola”.

In Argentina infatti, l’emergenza femminicidio registra nel solo 2014 225 donne uccise, una ogni 40 ore, e nel 57% dei casi da un uomo che aveva un vincolo sentimentale o familiare con le vittime. I dati raccapriccianti sono comuni a tutti i Paesi latinoamericani, come svela un rapporto della Corte Suprema di Buenos Aires.

A Buenos Aires, come nel Chaco, nordest sottosviluppato del Paese, si registrano 2,62 casi di femminicidio ogni 100 mila donne. Le vittime hanno fra i 21 e i 40 anni e in almeno 30 casi avevano già presentato una denuncia contro il proprio aguzzino, corrispondente ad un uomo fra i 19 e i 40 anni.

Non è un caso che ben 144 bambini nel Paese siano rimasti orfani di mamme uccise da uomini violenti. Da diversi mesi è infatti partita la campagna “Ni una menos” (Non una di meno), creata dall’attivista messicana Susana Chavez, che ha coinvolto un gruppo di giornaliste del web. All’iniziativa hanno aderito la Chiesa cattolica, associazioni e dirigenti politici, diffondendo l’hashtag #NiUnaMenos.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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