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Una casa editrice per bambini gestita da disabili? Con il crowdfunding si può

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Una piccola “rivoluzione culturale” che parte dalla Magliana, alla periferia di Roma, e che ha come filo guida l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Così appare “Usciamo dal bozzolo”, il progetto per la prima casa editrice per bambini gestita quasi per intero da persone disabili, affette da handicap mentali e motori.

Tutto ha inizio tre anni fa quando con “un laboratorio di scrittura collettiva rivolto a persone con disabilità psicofisiche (sindrome di Down, autismo, etc.) e la realizzazione di un audiolibro –raccontano i responsabili- abbiamo rotto uno dei muri più spessi della nostra società: quello che vuole le persone con disabilità mentale impossibilitate a fare lavori intellettuali”.

Per il lancio della casa editrice, ora? È quasi tutto pronto. Ci sono i responsabili: “La lampada dei desideri”, associazione di quartiere che da anni si occupa di valorizzare la diversità fuori e dentro la Magliana e “11 Radio”, un  network nato intorno all’idea che la comunicazione sociale possa essere strumento di integrazione e aggregazione. E i collaboratori: professionisti del settore, giornalisti, editori, sociologi, progettisti europei che affiancheranno i disabili nella loro sogno editoriale. E c’è anche il primo libro, già pronta da stampare: “Piero e il Brucofarfalla”, una storia illustrata di Simona Binni che spiega a bambini e genitori cosa significa “uscire dal bozzolo”.

 

Quei seimila euro che mancano per trasformare un sogno in realtà

 

Quello che mancano, però, sono gli investimenti. Esclusa dai finanziamenti pubblici, la startup avrebbe bisogno di 20 mila euro per cominciare la sua filiera editoriale – cifra stimata su una previsione dei costi per i primi sei mesi di vita; costi che come in ogni attività business a regola d’arte includono la gestione amministrativa e fiscale, la distribuzione, gli investimenti, la partecipazione a fiere dedicate, la ricompensa per gli addetti. Per questo “Usciamo dal bozzolo” si è affidata a una campagna di crowdfunding. Grazie alla generosità di chi ha donato online sono stati raccolti già quasi 14 mila euro, ma non basta. Perché il sogno di lavorare in casa editrice possa diventare realtà per molti disabili psicomotori serve ancora qualcosa: ci sono ancora due settimane per “uscire dal bozzolo” e contribuire con qualsiasi somma.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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