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‘Una disperata ricerca’ di Gianni Scudieri: l’amore dal punto di vista maschile

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Il foyer del Teatro Italia di Acerra ospita ancora una volta la cultura, con la presentazione del libro di Gianni Scudieri dal titolo “Una disperata ricerca“. Magda Mancuso introduce l’autore che, davanti ad una folta platea, riassume i temi principali di questa sua nuova opera letteraria scritta e letta al maschile.

I limiti dell’amore, la lettura di Gianni Scudieri

 

 

Forse il vero amore non lo dobbiamo cercare solo in una persona: questo sarebbe difficile e fuorviante. L’amore può nascondersi in ogni cosa e la musica, come ampliamente viene menzionato nel libro ‘Una disperata ricerca’, potrebbe essere la chiave di volta per disarcionare il nostro egoismo.

Il libro corre verso due binari ben precisi, quello della musica e dell’amore” – esordisce Scudieri –“inteso quest’ultimo come soddisfacimento sia naturale che spirituale di una persona. Il personaggio di questo racconto è difatti un essere inappagato: non riesce ad intrattenere a lungo relazioni sentimentali perchè trova sempre un qualcosa che lo distoglie, che gli fa volgere lo sguardo verso un’altra meta, verso un qualcosa di ignoto ma che proprio per questo riesce a trasmettere in lui energia vitale. L’essere umano può raggiungere, al massimo, solo un’effimera passione”.

Il romanzo, ambientato ai giorni nostri, ha come protagonista Claudio Fabbri, ottantenne ex giornalista, ormai sulla via del tramonto. Tra le pagine scorre la sua intera esistenza, vissuta tutta alla “disperata” ricerca di un Amore.

“Claudio”- continua Scudieri- “intende trovare a tutti i costi questo amore eterno, immutabile, e in questa ricerca passa da una donna all’altra perché in ognuna di esse crede, almeno inizialmente, di trovare l’amore della sua vita. Ogni volta fallisce miseramente ed è “condannato” a passare di donna in donna nella speranza infinita di trovare quella definitiva e quel sentimento che possa dare pace alla sua anima. Purtroppo non ci riesce. Certo questa “ricerca” diventa anche un copione, ma non è mancanza di rispetto verso il sesso femminile bensì anelito di pace per la sua anima. La sua “disperata” ricerca fallisce miseramente perchè l’unica cosa vera tra due persone è la passione, ma neanche essa dura molto”.

Dall’io dello scrittore il passaggio alla condizione universale è esplicito:Tutti noi, specialmente nella società in cui viviamo” – ribadisce l’autore – “siamo tentati continuamente dal mondo esterno e da nuove esperienze con l’altro sesso. L’inquietudine sentimentale non può che portare delusione, dolore e sfiducia”.

La scrittura di ‘Una disperata ricerca’ induce a riflettere sul reale significato della parola amore, oggi pronunciata con molta leggerezza, nonostante racchiuda un universo di emozioni molto profondo.

 

Pina Stendardo Collaboratrice freelance presso diverse testate giornalistiche on line, insegue la cultura come meta cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Amante del cinema e della poesia, nel tempo libero si dedica alla recitazione. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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