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Uno slogan contro la violenza sulle donne: così gli studenti insegnano il rispetto di genere

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Non bastano i cortometraggi realizzati dalle attrici italiane, i camper della polizia in giro per l’Italia a raccogliere le denunce delle vittime, né le lotte dei centri anti-violenza costretti a chiudere dalla burocrazia. La violenza sulle donne richiede un approccio culturale, prima di tutto, e che riesca a coinvolgere soprattutto i più giovani.

A questo servono progetti come “Faro”, pensato da Modavi Onlus (il movimento nazionale a cui fanno capo le principali associazioni di volontariato, ndr) per promuovere “azioni di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne”, come recita lo stesso slogan del progetto. Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il progetto “Faro” ha coinvolto, durante l’anno scolastico appena concluso, oltre 5mila giovani tra i 14 e i 20 anni, di 16 regioni e 20 provincie italiane. Obiettivo? Insegnare attraverso laboratori, questionari, interventi e indagini nelle scuole, una cultura del rispetto di genere.

 

Il contest di Modavi Onlus: ecco i vincitori

 

La trance finale del progetto ha visto, così, i giovani studenti italiani sfidarsi in un contest per l’ideazione di slogan contro la violenza sulle donne. Si trattava di condensare in poche parole e nel modo più efficace possibile, non solo il percorso di crescita svolto durante l’anno, ma soprattutto gli elementi essenziali per una cultura che rifiuti qualsiasi forma di violenza di genere. I più originali? Tra oltre 2mila candidati sono stati quelli che hanno paragonato la violenza sessuale a un tunnel di buio e hanno ricordato che l’amore va nutrito di tenerezza. Due le sezioni previste, infatti, dal contest: per la scuola secondaria di primo grado il vincitore è stato Raffaele Saponaro (Perugia) con lo slogan “non restare nel buio della paura, entra nella luce del coraggio”, mentre per la scuola secondaria di secondo grado è stata premiata Rudy Pitrolo (Ragusa) con “l’amore va dimostrato con una carezza, non con la violenza”.

Simbolico il premio (un tablet e una t-shirt con lo slogan vincitore, ndr) ma per i vincitori deve essere valsa soprattutto la cerimonia di premiazione a Montecitorio, alla presenza tra gli altri della parlamentare Giulia Narduolo, del presidente nazionale del Modavi onlus, Maria Teresa Bellucci, e dell’attrice Micol Olivieri, madrina dell’evento.

Virginia Dara Siciliana di nascita, milanese e ora un po' romana di adozione. Le piace pensare di essere i libri che ha letto, la musica che ha ascoltato, i posti in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato. Blogger da sempre e da anni collaboratrice freelance presso diverse testate online. Crede profondamente nel potere curativo della scrittura (e spera di poterne anche vivere!).

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