1

“Utero in anima”, un’interessante analisi sull’utero in affitto

0
1


La maternità surrogata è un tema caldo e controverso che accende dibattiti politici ed etici forti: si va dai rischi per la salute delle donne che portano avanti la gravidanza per conto terzi allo sfruttamento delle stesse che vedono nella maternità surrogata un mezzo per fare reddito o ancora alla compravendita di bambini. Ci sono, però, anche altri aspetti da considerare, ad esempio il groviglio si sentimenti ed emozioni che investono le persone coinvolte: la capacità della gestante di separarsi dal bambino alla nascita o la capacità di attaccamento dei genitori destinatari.
“Utero in anima”, da poco pubblicato per Lithos Editrice, è il risultato di un confronto tra tre psicologhe e psicoterapeute, Simonetta Putti, Silvana Graziella Ceresa e Valeria Bianchi Mian, sugli effetti di questo tipo di gestazione: “la multidisciplinarietà di questo confronto ci è apparsa sin dall’inizio l’unica via possibile per osservare la complessità insita nella questione GPA, meglio nota come “utero in affitto” o “surrogazione”. La scelta dei termini non è casuale. Alcuni modi di definire questa modalità che realizza il desiderio dei “genitori programmati” (eterosessuali o omosessuali che siano) sottolineano l’aspetto del “dono” possibile da parte della gestante, altri modi di dire negano questo livello. Tendiamo ad escludere – tra le tante decodifiche ed interpretazioni possibili – la totale generosità in quanto tutte le madri surrogate hanno parlato, quanto meno, di rimborso spese: quindi c’è l’attesa del contraccambio”.

 

Riflessioni sul miracolo della nascita

 

Dal punto di vista sociale c’è ancora difficoltà ad accettare che una donna possa separarsi dal bambino portato in grembo per nove mesi, ma allo stesso tempo la società vede la donna ancora realizzata nella famiglia e questo condizionamento spinge, chi ha difficoltà ad avere figli, a cercare anche la surrogazione: “la nostra contemporaneità è indubbiamente ricca di contraddizioni; queste permeano la cultura complessiva del nostro tempo. Ovvero: controsenso e contraddizione sono all’ordine del giorno nei messaggi che si inviano e si ricevono comunicando tra esseri umani – ed aggiungono – pensiamo ai mass-media che ci propinano, esaltandone la bontà, cibi ipercalorici, e poi a distanza di un attimo evidenziano la seduttività di un corpo snello. I messaggi sono spesso contraddittori, in alcuni casi si potrebbero definire schizofrenogeni. Non a caso la società attuale è permeata di confusione, o al contrario di dettami rigidissimi”.
Partecipando al Cogresso Internazionale IAAP (International Association of Analytical Psychology) a Roma e sollevando la questione tra gli analisti a livello internazionale, hanno incontrato “da una parte una buona disponibilità alla cooperazione multidisciplinare, finalizzata all’informazione e alla condivisione di notizie, di pensiero scientifico, di domande e riflessioni da avviare – anche perché l’argomento è risultato essere ancora piuttosto “nuovo”, a livello internazionale una letteratura scientifica specifica su questo argomento e sulle ricadute, non solo relative alle donne coinvolte a tutti i livelli (ovulo, utero, cure), ma soprattutto sui figli della GPA, è decisamente non esaustiva. Dall’altra ci siamo scontrate con un atteggiamento manicheo che vede nelle nuove tecnologie “il bene” in senso assoluto o “il male”. Abbiamo affrontato in modo particolare le difficoltà inerenti al confronto con i colleghi psicologi più “politically correct” e progressisti, sostenitori dell’equivalenza tra desiderio e diritto”.
Un testo, dunque, per cercare di capire, riflettere, interrogarsi su questa complessa realtà che va affermandosi.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

Comment(1)

  1. Grazie a Luisa Minichiello per questa efficace presentazione del libro, e soprattutto per averne centrato il senso… “capire, riflettere, interrogarsi su questa complessa realtà che va affermandosi.”

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *