Vecchia tossina, nuovo utilizzo: tutto ciò che c’è da sapere sul microbotox

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La tossina botulinica – o più comunemente chiamata botox – è ormai da anni protagonista dei trattamenti di medicina estetica, nel campo della lotta all’inesorabile invecchiamento della pelle. Da oggi però, c’è un nuovo metodo che promette risultati degni di una vera e propria magia. A metà tra il lifting e la medicina estetica, il microbotox impiega in maniera nuova e diversa la tossina botulinica, sfruttandola per il trattamento del cedimento della linea mandibolare e dei tessuti del collo.

Come funziona il microbotox?

Innanzitutto il dottor Sergio Noviello, chirurgo estetico milanese e uno tra i maggiori esponenti nell’utilizzo del microbotox, ci spiega come l’ovale del visto, fino ai 30 anni ha una naturale conformazione che ricorda una V, mentre invece successivamente, a causa del cedimento dei tessuti e dell’accumulo di adipe nella zona della piega del collo, tende a somigliare più ad una U. Per non parlare del collo, che è notoriamente una parte che rivela l’età di una donna. La pelle di questa zona infatti, è molto più sottile rispetto al resto del corpo e tende a disidratarsi e cedere maggiormente. Il microbotox agisce proprio qui e uno dei suoi punti di forza è il tempo. Una seduta infatti, dura 20 minuti e i suoi effetti si protraggono per un lasso di tempo che va dai 4 ai 6 mesi, senza alcun richiamo o visita successiva. Trascorso questo tempo essa si assorbe in maniera naturale, ma è possibile fare un nuovo trattamento che questa volta allungherà i tempi fino ad almeno 12 mesi ( ovviamente i tempi dipendono sempre dalla gravità del caso e dalla capacità del soggetto di assorbire la tossina). Per quanto riguarda lo svolgimento, con aghi sottilissimi si inietta la sostanza in associazione con una tecnica detta a “micropomfi” ovvero con tante punturine ravvicinate tra loro. Il fastidio è minimo, poiché il trattamento avviene sempre previa somministrazione di un apposito anestetico locale.

Il microbotox a differenza dei filler non riempie i tessuti quindi non c’è rischio di edemi o eccessivi rigonfiamenti. Sempre il dottor Noviello assicura che nonostante la procedura a “micropomfi” possa sembrare aggressiva, non lascia cicatrici e il massimo che si può avere dopo queste iniezioni è un leggero gonfiore nell’immediato e un’altrettanto leggera tensione nell’area interessata, che scompare dopo poche ore. Nulla a che vedere quindi, con gli effetti indesiderati, ben più visibili, provocati dalle punturine di filler o peggio ancora, dal bisturi. Per quanto riguarda invece i risultati, proprio perché il processo è meno aggressivo, tendono a manifestarsi con qualche giorno di ritardo. La pelle comincia a trasformarsi nel terzo giorno successivo alle iniezioni, per raggiungere un risultato ottimale dopo un paio di settimane.
Sembra quasi un miracolo, non è vero? Purtroppo però, come tutte le cose belle, anche questa ha un lato negativo e questa volta è rappresentata dal prezzo: una seduta di microbotox infatti, si aggira intorno ai 500/600 euro. Inoltre, essendo un procedimento arrivato in Italia solo da pochissimo tempo, non sono molti i centri che la eseguono, per cui fate sempre attenzione, diffidate delle imitazioni e affidatevi solo a specialisti seri!

Martina Mattone Ha più di vent’anni, ma meno di trenta. Laureata in Lettere e specializzanda in filologia moderna è appassionata di moda e bellezza. Intollerante al lattosio e al genere umano (anche se a volte cade in tentazione e coglie il lato romantico delle cose). Crede fermamente nella vita e nel fatto che, come successo a Cenerentola, un paio di scarpe possano cambiartela.

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