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Viaggiare da soli fa bene. Uno studio ne mostra i benefici

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Un proverbio indiano dice: “Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso”. E il viaggio, nel senso più metaforico del termine, non è solo la scoperta di posti sconosciuti, mete lontane che probabilmente si visiteranno una volta nella vita, ma è anche e soprattutto la scoperta di se stessi, dei propri limiti e possibilità. Lo sa bene chi viaggia da solo e alla compagnia di altri avventurieri, a volte anche ingombranti, preferisce la solitudine. Se fino a poco tempo fa il viaggio in solitaria era una scelta riservata a pochi “eletti”, oggi sono sempre di più i viaggiatori che seguono quella che è diventata une vera e propria tendenza. Meglio soli che male accompagnati potrebbe dire qualcuno, tanto che anche uno studio conferma i benefici del viaggio in solitaria. Viaggiare da soli, infatti, fortifica l’autostima e le capacità di apprendimento, la mente si fa più libera e i pensieri diventano più flessibili.

 

 

Lo dice la psicologia: stare soli ci migliora

 

 

Viaggiare da soli aiuta le persone ad aumentare la sensazione di avere maggiore controllo sulle proprie vite e sulle proprie azioni. Non solo. Viaggiare da soli stimola anche la riflessione e aiuta nella scoperta di sé”, a sostenerlo è la professoressa Costanza Bianchi della Queensland University of Technology in Australia che ha condotto lo studio poi pubblicato sulla rivista International Journal of Travel and Tourism Research. La ricerca condotta su un campione di 24 partecipanti appena tornati da un viaggio in solitaria ha evidenziato il grado di soddisfazione di chi aveva deciso di intraprendere il viaggio senza la compagnia di amici o familiari. Seguire i propri ritmi senza doversi per forza adattare a quelli di qualcun altro, accompagnato da un nuovo senso di libertà e il riuscire a godere appieno del relax senza quell’ansia di dover pianificare ogni minimo spostamento, scegliere da soli cosa fare e cosa non fare sono solo alcuni dei benefici elencati dai viaggiatori, con la possibilità di aprirsi a nuove esperienza e conoscere nuove persone. Ma viaggiare da soli ha anche importanti risvolti psicologici come ha sottolineato la professoressa Bianchi: viaggiare da soli, infatti, “È il modo migliore per lavorare su se stessi”.

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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