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Viaggio in musica. Ligabue racconta la mia vacanza

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Ligabue sparato nelle orecchie, cuffia nuova scintillante.
Rabbia, a tutto volume pure quella.
Metti in circolo il tuo amore, come quando dici perché no, metti in circolo il tuo amore come quando ammetti non lo so.
Lo so, lo so!, che per paura e difesa dal dolore si cerca di tenere l’altro lontano, lo so che si trovano nell’altro meschinità e fregature per non crederci di nuovo, so che si cercano banalità e strategie in chi sembra essere nuovo e diverso.
Questa è la mia vita, porta la tua vita e vediamo che succede a mescolarle un po’, dato che ci sei, come io vorrei.
Viaggio da sola quest’estate, prendo un treno, un aereo, mi barcameno col mio inglese sbrindellato, la mia voglia di vita, la mia capacità di crescere e cambiare ogni volta, ogni cuore che ne valga la pena e l’allegria, come ho letto su un muro.
Non posso sapere come andrà a finire, non conosco il futuro, so solo che questo è il momento di vivere, Questo, e che ti regalo le mie rinunce, la mia anima, te la metto fra le mani, perché mi fido di te, so che non la ferirai, non puoi, perché è nata con la tua. Non ho bisogno di sogni e di illusioni, ho solo bisogno di sapere se vuoi provare, se lasci crescere chi siamo, se senti ciò che sento.
Urlando contro il cielo, nel caldo di questa vacanza senza meta, col tuo desiderio fortissimo radicato nel corpo e nei pensieri, coi tuoi occhi che sono casa, e la vita è un po’ più forte del tuo dirle grazie no, vorrei dirti che è il tempo nostro, che ci siamo incontrati per stare insieme, che siamo noi quelli, mi diresti è sempre così, all’inizio e poi finisce ogni volta nello stesso modo e io come faccio a dirti no non è così?, come faccio a dirti che o tu o nessun altro, mai più? Come ti dico che ci sei sempre stato?
L’aria rarefatta nel torrido fa tremare il paesaggio, i soldi stretti nei jeans incollati al sudore, coi miei anni non più giovani e il cuore aperto e se vuoi una prova, chiedimela, non restare zitto, tanto non serve, amo il tuo silenzio come le tue parole, quindi puoi anche parlare, chiedi, parlami, non smettere, parlami.
Non è rabbia, ora lo so, è coraggio, hanno ragione a dirlo tutti, ne ho, di essere chi sono, di ricominciare daccapo, vedo in te una me stessa che ancora non c’era, fatti avanti, vieni fuori, non continuare a mettere scarpe 34 a una bambina che adesso porta il 36.
L’amore conta; potrebbe finire come il resto, ho paura anch’io.
E se non finisce?
Credo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire, qua nessuno c’ha il libretto di istruzioni, l’amore porta amore.
Il treno parte, sfreccia tra le campagne allagate di sole, i chilometri mi cullano e scelgono la mia mèta: sono io, sei tu, siamo noi due.

Francesca Laccetti Psicologa - psicoterapeuta, musicoterapista. Lavora con le famiglie e conduce laboratori di crescita personale con forme d'arte. Ha studiato canto, disegna e ama leggere e scrivere. Considera essenziali passione e apertura al cambiamento, per vivere bene.

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