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“Io viaggio da sola”: piccola guida per globe-trotter indipendenti alla ricerca di sè

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Esistono mille motivi per cui una donna arriva a sentire il bisogno di stare sola con sé stessa: la fine di un amore, di un lavoro, una “crisi di mezza età”… qualunque sia la causa, spesso viaggiare aiuta a ritrovarsi, ad amarsi di più e a conoscere tratti di sé che non si sapeva di avere. Non servono molti soldi né giorni di ferie: a volte basta un pomeriggio a pochi chilometri da casa per rigenerarsi!

“Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia” Maria Perosino, Io viaggio da sola (Ed. Einaudi)

Oggi vi parliamo di un libro che potrebbe accompagnarvi in tutto questo: Io viaggio da sola è una guida per affrontare la vita di viaggiatrice autonoma con il sorriso sulle labbra, per imparare a fare fronte qualsiasi imprevisto, girovagare alla scoperta di angoli remoti della città che in gruppo non avreste mai scovato, con la meravigliosa sensazione di riuscire ad entrare in contatto con le proprie emozioni.

“E poi ammettiamolo: tutto questo stare a dirsi ‘mi deve almeno una spiegazione, avrebbe dovuto avere almeno il coraggio di dirmelo in faccia, ho solo bisogno di capire perché’, in realtà significa una cosa sola: “volevo sentirmelo dire perché volevo dimostrargli quanto si sbagliava, convincerlo a tornare sui suoi passi. Mentre la verità è una sola: non gli piaci abbastanza, o comunque gli piaci meno di quella che ha preso il tuo posto. E questa non è una cosa che si possa correggere”.

La scrittrice, morta prematuramente l’anno scorso a soli 52 anni a causa di un tumore, era nota soprattutto come storica dell’arte e curatrice di mostre. La sua passione per i viaggi l’aveva portata, nel 2012, a scrivere Io viaggio da sola: non un mero elenco di alberghi 5 stelle o di ristoranti da gourmet, ma la vita di una donna cambiata all’improvviso da un lutto, vissuta tra le peripezie capitate dovendo controllare con due occhi quattro valigie e l’ironia pungente dei ristoratori che “snobbavano” la cliente solitaria, ma anche tra la solidarietà incontrata su treni & co. dagli altri viaggiatori e le riflessioni sugli amori finiti e le difficoltà della vita.

 

“È scritto per le donne, ma non è vietato agli uomini”

Per un beffardo gioco del destino, in coincidenza del suo decesso è uscito il suo ultimo libro Le scelte che non hai fatto: la tesi di fondo è che quando facciamo una scelta, in qualsiasi ambito, il più delle volte non è il 100% di noi a decidere ma uno scarso 51%. “Cercavo pezzi della mia storia e ho incontrato altre storie. E mi sono piaciute” sono state le ultime dichiarazioni della Perosino.

Tanto il primo quanto il secondo libro racchiudono un obiettivo comune, egregiamente raggiunto dalla scrittrice: insegnarci ad affrontare al meglio il viaggio più lungo che ognuno di noi sta compiendo, la vita.

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