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“Vittima di mille ingiustizie”: conoscere la prepotenza per non subire più

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L’abbiamo seguita con la narrazione di una storia di abusi in Quando il Mostro è il proprio padre e poi alle prese con un ironico quanto pungente libro sull’incapacità di star bene ne La felicità? Ve la do io!Alessandra Hropich torna con un libro-denuncia scritto insieme con la sorella Antonella, vittima di atti di bullismo e di sopraffazioni.
Vittima di mille ingiustizie”, edito da Youcanprint, ha l’intento di rendere il lettore consapevole, meno impotente dinanzi alla prepotenza altrui così da “permettergli di riconoscere i comportamenti dei bulli o dei prepotenti sul nascere”. L’essere vittima di simili soprusi porta a chiudersi ed avere difficoltà relazionalitutta la vita, si portano dietro le sofferenze subite da piccoli. Da adulto, si vorrebbe non incontrare ancora persone prepotenti per quello che già si é vissuto. Ma la prepotenza é un cancro inarrestabile”.

 

 

Una trama di torti e ingiustizie

 

 

L’ingiustizia apre ferite emotive non sempre facili da sanare, soprattutto se rapportate alla gratuità del gesto. Un esempio in tal senso è dato dalla storia di Giobbe, tratta dall’Antico Testamento: lui, un uomo onesto e innocente, è costretto a patire atroci sofferenze per dimostrare l’autenticità della sua fede, messa in discussione dal malvagio, Satana. È privato dei suoi beni e dei propri figli, è criticato dai sui tre amici e infine, rivolgendosi a Dio per capire il perché di quegli inspiegabili torti, è sottoposto ad un interrogatorio a cui non riesce a dare risposta. Giobbe è la metafora dell’uomo giusto che soffre senza colpa; allo stesso modo, nel quotidiano, ci sono episodi di ingiustizia che rendono inermi e allo stesso tempo arrabbiati nel vedere prosperare chi l’ha procurati, come è successo ad Antonella.
Da adulta, mia sorella ha subito molte ingiustizie – ci dice Alessandra – ad opera di persone deboli in fondo, ma con l’illusione di essere forti, in gruppo. Mia sorella ha superato e sta superando la sofferenza grazie al mio aiuto costante. I miei consigli, le spiegazioni ad ogni suo momento di sconforto, passo dopo passo, stanno dando buoni frutti. Chi soffre perché sensibile, va incitato a reagire – ed aggiunge – consiglio di non subire o accettare mai passivamente nessun tipo di violenza né verbale né psicologica in tutti i tipi di relazione. Il prepotente, in fondo chi é? É uno che ha bisogno di sopraffare gli altri, per sentirsi vivo, importante. Bisogna ribellarsi o, quantomeno, reagire alle sopraffazioni. Questo libro spiega anche come riconoscere i tanti prepotenti mascherati”.

Luisa Minichiello Ironica, tenace, poliedrica. Con uno sguardo sempre volto a osservare ogni cosa da una diversa prospettiva, suggerita dalla sua perenne curiosità di riuscire a vedere oltre ciò che appare. Ama il Giappone, la lettura, la buona musica, gli occhi che hanno qualcosa da raccontare. Appassionata di psicodinamica e di grafologia. Ha maturato una propensione all’approfondimento di tematiche inerenti la criminologia e il diritto penale.

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