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“Woman tax”: i prodotti per le donne costano di più

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Essere donna costa di più. Non è una di quelle frasi ‘fatte’, usate per indicare che il “gentil sesso” si spende maggiormente per il lavoro e la famiglia. No, in questo caso si tratta di una costatazione reale. Le stesse cose, se pensate per una donna hanno un importo maggiorato del 20%.

A lanciare l’allarme è stato il Department of Consumers Affairs di New York, che ha esaminato oltre 800 prodotti della stessa marca, tipo e qualità scoprendo che, ovunque ci sia scritto “for her” (“per lei”, ndr.) il prezzo sale.

 

Donne disposte a tutto per lo shopping: sale la “Woman tax”

 

Vale per tutto: dai deodoranti ai giochi per bambini, dai profumi ai rasoi. Si chiama, spiegano gli esperti, “Woman tax” ed investe qualsiasi fascia d’età. Cosi, ad esempio, basta fare un giro nei negozi di giocattoli e prestare attenzione alle piccole scritte gialle dei prezzi: si potrà osservare che, tra la macchina dei pompieri e la principessa a cavallo c’è uno scarto di circa due euro, così come, qualche scaffale più avanti, tra la bacchetta magica di Barbie e l’arma giocattolo degli Avengers. Cambiando età, il discorso non cambia: le lamette usa e getta con emolliente impacchettate in busta rosa hanno un prezzo più alto, in media di ben 4 euro, rispetto alle stesse racchiuse in busta blu.

Possibile che basti qualche lustrino sulla confezione ed un colore diverso a far lievitare il costo? Sì, spiegano gli esperti di marketing. Il perché è presto detto: le donne si lasciano incantare più degli uomini dal packaging. Non solo: c’è qualcosa di ancora più profondo, una specie di “tranello” cerebrale. L’idea stessa di comprare qualcosa di più caro rende automaticamente più appagante usarlo. “In America hanno fatto un test: hanno fatto assaggiare a un gruppo di persone due calici dello stesso, identico, vino dicendo, però, che erano stati riempiti con due vini diversi, da 45 e 5 dollari” – spiega Vincenzo Russo, docente di Psicologia dei Consumi allo Iulm di Milano –“Poi hanno sottoposto il campione ad una risonanza magnetica. Ne è venuto fuori che quando i soggetti bevevano quello che credevano essere il vino più caro, in loro si attivava un’area del cervello che controlla il piacere. Il vino non era migliore ma veniva percepito come migliore. Nelle donne, che negli acquisti mettono una forte componente emozionale, è ancora più vero”.

In Francia, intanto, la Woman Tax è diventata un caso nazionale. Le femministe insorgono: “Commercializzare prodotti che insistono sugli stereotipi di genere significa considerare le donne incapaci di scegliere in modo razionale”.

Ornella d'Anna Giornalista con un’insana passione per carta e penna, racchiude in sé tutte le contraddizioni delle donne: precisina e decisamente impulsiva, sa essere anche dolce (sforzandosi); a volte le piacerebbe tornare ai 15 anni, poi si guarda attorno e si scopre molto innamorata di ciò che ha: un marito stupendo, una figlia da strapazzare di baci e una famiglia fortissima. Adora le sue due gatte, i tramonti greci e la pasta poco cotta… ma odia le “minestre riscaldate”.

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