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Wonder Woman: negli USA è record di incassi per l’eroina mascherata

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È l’eroina per eccellenza ma fino ad oggi si è sempre dovuta accontentare di apparizioni cinematografiche che l’hanno vista da appoggio ai colleghi maschi. Ora, finalmente, Wonder Woman ottiene la sua personale pellicola, un lungometraggio da protagonista. Da Hollywood – con tanto di critica tutta a favore – si grida già al girl power. Non solo per la protagonista, ma per tutto l’entourage che la circonda: Ippolita, madre della supereroina (interpretata da Connie Nielsen) Antiope, sorella di Ippolita (interpretata da Robin Wright, la First Lady del piccolo schermo in House Of Cards) e poi la regista Patty Jenkis. Più in generale, quella di Wonder Woman è una storia femminista che si lega al mito delle amazzoni greche.

Un film “rosa”, quindi, non solo perché – come sottolineava la stessa Robin Wright a Cannes – “consegnerà finalmente una super eroina ad una nuova generazione di ragazze e ragazzi, ma anche perché “il messaggio non è solo potere alle donne, è amore e giustizia”.

Che sia considerato femminista o meno, il lungometraggio ha segnato nel cinema hollywoodiano un record importantissimo: per Wonder Woman si parla, infatti, del miglior incasso in apertura per un film diretto da una regista. La pellicola, uscita il 1 giugno, è arrivata lo scorso weekend ad ottenere 100 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, cifra che sale a 223 milioni considerando gli incassi globali. Sarà stato quel (non) femminismo di cui oggi si sente particolarmente bisogno o la bravura di regista e attrici, fatto sta che Wonder Woman ha scalato in fretta ogni vetta.

 

 

Supereroina tra polemiche e notte degli Oscar

 

 

Poiché, però, le polemiche non possono mai mancare, ecco che subito è scattata quella relativa ad un cinema texano, che ha deciso di proiettare la prima del film esclusivamente alle donne. Come dire: se “girl power” dev’essere, che lo sia a tutti gli effetti! Peccato che siano soprattutto gli uomini a dover capire l’importanza del ruolo delle donne nel Mondo.

Al di là delle speculazioni, la pellicola della Jenkis è in odore di Oscar. Vero è che sia davvero presto per parlarne ma tra gli ottimi incassi e più del 90% delle recensioni positive, l’Academy potrebbe decidere di portare la supereroina alla notte più sognata del cinema e, perché no, sperare in un nuovo record, quello appunto del vincere l’ambita statuetta (fatta eccezione per l’Oscar postumo a Heath Ledger per il Jocker di Batman, i film sui supereroi non frequentano molto il Dolby Theatre).

Anna Peluso Nolana di nascita, romana di adozione. Ingorda di serie TV, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Ama viaggiare ma i posti che ha conosciuto sono sempre troppo pochi. Sta meglio in acqua che sulla terraferma. Un giorno spera di fare della scrittura il suo lavoro.

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